In piazza San Giustino riemergono pezzi di storia

A un metro di profondità salta fuori un arco in mattoni non segnalato sulle carte Oggi sopralluogo degli archeologi per stabilire l’epoca esatta dei reperti
CHIETI. Riemergono pezzi di città sepolti dalla storia. Gli scavi in piazza San Giustino portano alla luce una struttura ad arco realizzata in mattoni di epoca ancora imprecisata. Le archeologhe che si stanno occupando dei lavori, Paola Riccitelli e Maria Di Iorio, hanno appuntamento stamattina con l’ispettore della Sovrintendenza archeologica Rosanna Tuteri per un sopralluogo. Al momento, infatti, la struttura ipogea è visibile solo in una piccola parte. Occorre scavare ancora per capire di cosa si tratta e a quale epoca risale. Quel che è certo è che durante i rilievi ci si è imbattuti in questa struttura interrata che non era preventivata.
I rilievi georadar fatti in precedenza avevano mostrato qualcosa non segnalato sulle carte degli archeologi, ma di cosa si trattasse non si poteva giudicarlo se non iniziando a scavare. Per il momento gli esperti non scartano nulla: da una cisterna, a una neviera, alla cantina di una casa.
Nonostante i rilievi georadar, il ritrovamento ha colto tutti di sorpresa. «Effettivamente», spiega la Tuteri, «le nostre carte non ci segnalavano la presenza di questa struttura ipogea. Abbiamo dei documenti che accertano la presenza di diversi reperti nel sottosuolo di piazza San Giustino: dal mosaico romano vicino a palazzo d’Achille, ad altre strutture murarie presenti e alle fondamenta della vecchia fontana che era nell’Ottocento in piazza. Ma di questa struttura non c’era alcuna traccia». E dunque si può parlare di vera e propria scoperta. Che però deve essere ancora catalogata.
Gli scavi sono necessari e propedeutici alla realizzazione del progetto di ristrutturazione di piazza San Giustino, uno di quei progetti del decreto Periferie che rischia di essere stoppato dal governo nazionale. L’amministrazione Di Primio ha decido di andare avanti lo stesso, col sogno di vedere la piazza recuperata e non più un semplice parcheggio.
Attraverso la strumentazione georadar era stata già mappata l’intera piazza, anche se l’analisi aveva rivelato la necessità di fare indagini attraverso scavi archeologici in due punti. Il primo punto è quello nella zona tra la fontanelle e il tribunale.
L’altro scavo è appena iniziato. L’area si trova accanto alla facciata principale della cattedrale, spostato verso palazzo d’Achille. (a.i.)
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