«In prima linea in difesa del suo Abruzzo»
Le reazioni: «Un esempio nelle battaglie per il patrimonio artistico e ambientale della regione»
LANCIANO. La scomparsa a 84 anni del professor Emiliano Giancristofaro, etnologo, saggista e studioso del folklore locale, ha suscitato profonda commozione in tutto l'Abruzzo. «È stato il mio professore, punto di riferimento per generazioni», commenta Camillo D'Alessandro, parlamentare, «a me ha insegnato a pensare, lo studio era una conseguenza». Per il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, «è stato un esempio nelle battaglie in difesa del patrimonio artistico e ambientale dell’Abruzzo. A lui mi legano tantissimi ricordi, soprattutto legati ai confronti che ho avuto come sindaco e presidente della Provincia di Chieti per la tutela e la difesa delle nostre testimonianze artistiche e naturali. Erano confronti nei quali rimanevi incantato dalla sua preparazione ma anche dalla sua passione, che ti contagiavano e al contempo dimostravano un grande amore per la sua terra».
«Caro professore, non sei andato via da noi. Oggi ti sei solo trasformato in una "storia del silenzio"», è il messaggio di Adamo Carulli, ex sindaco di Roccamontepiano, che esprime gratitudine a Giancristofaro per «il prezioso lavoro fatto con i servizi tivù sulla festa di San Rocco di Roccamontepiano, il progetto "Roccamontepiano nel cuore" con i nostri emigranti, la pubblicazione dei documenti della frana di Roccamontepiano con la "Rivista Abruzzese"». «È una grave perdita per il territorio, la casa editrice e la cultura regionale», dice Gianni Orecchioni, presidente della Editrice Carabba, «dopo il fallimento, insieme ad altri, Giancristofaro acquistò il marchio e contribuì alla sua rinascita. È rimasto socio e fino a due anni fa è stato anche membro del Cda».
«Emiliano Giancristofaro è stata la punta più avanzata della coscienza ecologica in Abruzzo», lo ricorda Italia Nostra, di cui ha fondato la prima sezione in Abruzzo, divenendo poi anche presidente regionale, «affiancato da personaggi del mondo scientifico e culturale come Beniamino Rosati, medico- umanista, Elena Croce, Corradino Marciani, Antonino Di Giorgio. È stato un brillante giornalista, documentato e polemico quando era necessario. Direttore della “Rivista Abruzzese”, ne ha fatto un periodico autorevole dal punto di vista culturale e in prima linea nelle battaglie ambientaliste».
«Il suo ambientalismo lo ha portato ad animare tante battaglie, da quella contro la Sangrochimica a quella per l’abbazia di San Giovanni in Venere», lo ricorda l'ex parlamentare Gianni Melilla, «dalla sua Lanciano è stato un esempio di vita e impegno civile per tutto l’Abruzzo». (s.so.)
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