In sei a giudizio anche per truffa aggravata
È in corso di fronte al tribunale di Lanciano il processo penale che riguarda il caso Honda. Accusati di presunta truffa aggravata nei confronti del colosso nipponico per 10 milioni di euro sono l’ex...
È in corso di fronte al tribunale di Lanciano il processo penale che riguarda il caso Honda. Accusati di presunta truffa aggravata nei confronti del colosso nipponico per 10 milioni di euro sono l’ex vicepresidente Honda Italia, Silvio Di Lorenzo, Matteo e Francesco Di Lorenzo, Pietro Rosica, Gabriele Domenico Scalzi e Antonio Di Francesco. Dal processo, in dibattimento dal 2019, è caduta quella che era l’accusa più grave di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Per tutti c’è stata l’assoluzione piena, «perché il fatto non sussiste»: si procede quindi per truffa aggravata anche se alcune di queste sono state prescritte (risalirebbero al 2007) e altre sono in odore di prescrizione. Secondo il sistema ricostruito dalla Procura e dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Chieti che fece le indagini, Di Lorenzo si sarebbe costruito, assieme ad altri soci, ingiusti profitti sulle spalle della Honda. Avrebbe assicurato servizi e la fornitura di beni alla multinazionale da società che facevano capo a lui, ai familiari. Avrebbe anche autorizzato pagamenti a favore di aziende a lui vicine per scopi personali e fatto pagare prestazioni alla Honda per servizi non ottenuti. Di Lorenzo poi risponde anche del reato di rivelazione del segreto professionale. Accuse tutte respinte dall'ex vicepresidente Honda, che ha sempre detto di aver agito nel solo ed esclusivo interesse dell’azienda e mai da solo, e dagli altri imputati. Si attende la sentenza. (t.d.r.)

