In trappola il truffatore degli anziani

Vittime due teatini di 82 e 81 anni: il bandito in fuga con 10mila euro incastrato dalla targa dell’auto e dalle celle telefoniche
CHIETI. Lo hanno incastrato la targa dell’auto presa a noleggio e le celle telefoniche. Maurizio Tortora, napoletano di 47 anni, truffatore di anziani incallito, è stato arrestato dai poliziotti della squadra mobile di Chieti per un raggiro da oltre 10mila euro messo a segno in centro città ai danni di una coppia di ultraottantenni. Il provvedimento è stato firmato dal giudice Andrea Di Berardino su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Falasca: l’indagato, accusato di truffa aggravata, sostituzione di persona e indebito utilizzo di carte di credito, è ora ai domiciliari.
L’episodio risale allo scorso marzo. Le vittime ricevono sul telefono di casa la chiamata di un uomo che si spaccia per il nipote, dice di dover pagare 3.800 euro per ritirare un pacco in giacenza all’ufficio postale di Montesilvano e comunica che, di lì a poco, un suo amico passerà a casa per prendere il denaro: «In caso contrario», scandisce l’impostore, «verrò denunciato ai carabinieri per truffa». La coppia, preoccupata, segue le indicazioni e consegna i soldi allo sconosciuto che suona alla porta. Non contenti, i truffatori tornano alla carica: in una seconda telefonata, stavolta spacciandosi per il direttore dell’ufficio postale, dicono che servono assolutamente altri 10mila euro. A questo punto gli anziani, 82 anni lui e 81 lei, arraffano tutto ciò che hanno nell’appartamento e consegnano allo sconosciuto già ricevuto in precedenza altri 2.650 euro in contanti, oro, gioielli e due carte bancomat, con annessi codici pin. Il truffatore raggiunge gli sportelli automatici di due banche cittadine e preleva ulteriori 1.000 euro. Quando gli anziani si accorgono di essere stati raggirati, i malviventi sono già lontani. Le indagini della terza sezione della Mobile, specializzata nel perseguire i reati contro il patrimonio, scattano immediatamente. Gli investigatori del vice questore Miriam D’Anastasio e del commissario Nicoletta Giuliante raccolgono una serie di indizi che incastrano il 47enne. Il primo: le telecamere delle banche riprendono la targa dell’automobile utilizzata dal malvivente e da lui presa a noleggio. Non solo: l’analisi delle celle telefoniche dell’utenza in uso all’indagato e intestata a un familiare consente di ricostruire nel dettaglio il percorso del bandito, dalla sua abitazione fino a casa delle vittime.
Il resto è storia recente: il pm chiede e ottiene i domiciliari per Tortora che, sostiene il giudice, ha mostrato «una speciale inclinazione a delinquere».

