In tre, tutte donne, "strozzano" una commerciante in difficoltà

20 Settembre 2022

Arrestate dalla polizia. Per un prestito di alcune centinaia di euro restituiti 21mila euro: minacce e ritorsioni fanno finire la vittima dallo psicologo

Con le accuse, a vario titolo, di usura, estorsione e detenzione di droga ai fini di spaccio tre donne lancianesi, una di origine campana, sono finite ai domiciliari per aver vessato e minacciato una commerciante già in crisi a causa del Covid

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip Massimo Canosa, su richiesta del pm Francesco Carusi. Provvedimenti cautelari che scattano a conclusione delle indagini della polizia, coordinate dalla dirigente Lucia D’Agostino.

All'indagine ha collaborato anche la guardia di finanza di Lanciano.

L’imprenditrice si era rivolta a una delle donne per un prestito iniziale di poche centinaia di euro e pian piano ne ha dovuto restituire 21 mila; ma doveva ancora continuare a dare altre migliaia di euro che, poi, si è rifiutata di pagare. In alcuni casi il tasso usurario sarebbe giunto al 5mila per cento.

L’attività investigativa è partita subito dopo la denuncia presentata dalla commerciante, ormai vessata dalle continue richieste estorsive per il pagamento delle rate del prestito concesso a tasso usuraio. La vittima è stata anche minacciata dell’incendio delle proprietà e di ritorsioni da parte di fantomatici usurai, della malavita napoletana e delle famiglie rom locali. Forte la sudditanza psicologica subita dall’imprenditrice costretta a curarsi.