«In un anno la Tari è aumentata del 6,4%»

19 Aprile 2016

Di Michele Marisi: «La raccolta differenziata non supera il 50% e dopo 7 anni la tassa continua a salire»

VASTO. «La raccolta differenziata? Un autentico flop». Ha dato la stura a più di una polemica il recente intervento del sindaco Luciano Lapenna che, tracciando un bilancio dei risultati raggiunti a distanza di sette anni dall’avvio del servizio porta a porta, ha parlato di una percentuale del 60%. A smentirlo non sono solo i dati della Pulchra -la società pubblico-privata di cui il Comune è socio di maggioranza e che mensilmente pubblica i report sul sito istituzionale- ma anche i suoi oppositori che hanno preso la palla al balzo per sferrare un duro attacco all’amministrazione comunale. «Non è pensabile, in una città di oltre 40mila abitanti, svolgere un servizio porta a porta di raccolta rifiuti che, oltre ad essere eccessivamente costoso in termini economici, è assolutamente non funzionale alle esigenze dei cittadini», sostiene Marco Di Michele Marisi, responsabile di Giovani in Movimento, «funzionale, meno costoso e sicuramente degno di un paese civile, sarebbe stata la individuazione di punti nei quali collocare isole ecologiche con i cassonetti di ogni tipologia di rifiuto nei quali ognuno avrebbe potuto conferire l’immondizia appena prodotta. In particolar modo nelle zone rurali della città, la raccolta porta a porta si è rivelata un vero e proprio disastro, con rifiuti costantemente presi di mira dagli animali». A contribuire al flop è la mancanza dell’isola ecologica, il cui cantiere è fermo da anni in località San Leonardo. A meno di due mesi dalla scadenza del mandato amministrativo non è neanche stata indetta la gara per il completamento dell’eco-piazzola. E che dire della tassa sui rifiuti che invece di diminuire aumenta? «Nonostante si sia arrivati ad una percentuale di raccolta differenziata pari al 50%, la Tari sale di anno in anno, invece di scendere», sottolinea Marisi, «un paradosso. In un solo anno, dal 2015 al 2016, la tassa sui rifiuti è aumentata del 6,4%. Se manca il vantaggio economico per i cittadini, fermo restando che almeno quello ambientale dovrebbe essere scontato, come si può pensare di invogliare a differenziare?». (a.b.)