Incarichi d’oro, processo bis per l’ex Ecolan

27 Settembre 2016

Il vecchio Cda rinviato a giudizio per consulenze e mansioni a Stifani: da 6 mesi durarono 4 anni

LANCIANO. Rinviati a giudizio per abuso di ufficio per aver conferito incarichi legali in modo illegittimo a Giulio Stifani, ex direttore amministrativo di EcoLan, per 193.000 euro. Finiscono a processo, che si aprirà l’11 gennaio 2017, i membri dell’ex Cda dell’Ecolan ovvero l’ex presidente Gianpanfilo Tartaglia, gli ex consiglieri Guerino Caporale, Sabatino Di Carlo, Riccardo Di Deo Iurisci, Orazio Martelli e il direttore amministrativo Giulio Stifani. Il giudice per le udienze preliminari Marina Valente ha accolto la richiesta del processo, portata avanti dal sostituto procuratore Salvatore Campochiaro, respingendo le richieste di proscioglimento dei legali degli imputati. Nel corso delle udienze gli imputati potranno chiarire le diverse posizioni. Quello di gennaio sarà il terzo processo che si aprirà sull’ex Cda della società che si occupa di rifiuti.

Il primo processo, partito da un’inchiesta nata nel 2013 dell’allora Consorzio rifiuti, è arrivato in Cassazione. Dinanzi al collegio c’è già un altro procedimento sull’ ex Ecolan presieduta da Tartaglia, sempre per abuso di ufficio per assegnazione di incarichi legali illegittimi. Ora si aprirà il terzo processo per l’incarico all’ex direttore amministrativo della società. L’incarico a Stifani era per «lo studio, la consulenza giuridico amministrativa e lo svolgimento di attività, come ad esempio fare il segretario nelle riunioni Cda e delle assemblee» e doveva essere di sei mesi. Invece è andato avanti dal novembre 2009 fino al marzo 2013, quando il Cda è decaduto. Quattro anni di proroghe che sono valse a Stifani, secondo l’accusa, un ingiusto guadagno di 193.000 euro. Per l’accusa, infatti, ebbe l’incarico di sei mesi con la delibera del 12 novembre 2009, poi solo proroghe con altre quattro delibere firmate dall’ex Cda il 13 maggio e l’11 novembre 2010, il 28 aprile 2011 (l’incarico salì a 12 mesi) e poi il 10 maggio 2012 che durò fino a cessazione dell’attività nel marzo 2013. Per l’incarico Stifani percepiva 4.500 euro al mese, aumentati a 4.950 il 10 maggio 2012. Incarichi che avrebbero procurato all’uomo, che aveva una trentennale esperienza in materia giuridico-amministrativa e, quindi, secondo la Procura li accettava pur sapendo che erano illegittimi, un vantaggio patrimoniale pari a 193.000 euro.

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