Incarico conteso a Pediatria Il vincitore lascia università e Asl

18 Maggio 2018

Svolta dopo la sentenza del Tar che ha ordinato il riesame dei candidati per un contratto da prof Gazzolo, primario di Neonatologia e docente alla d’Annunzio, se ne va da Chieti: i posti restano scoperti

CHIETI. Cattedra contesa a Pediatria, arriva una svolta imprevedibile dopo la sentenza del Tar che, il 26 aprile scorso, ha sconfessato la nomina del docente vincitore della cattedra e ordinato il riesame dei candidati: il prof dell’università d’Annunzio Diego Gazzolo, primario di Neonatologia all’ospedale di Chieti, ha deciso di lasciare sia l’ateneo che il Santissima Annunziata e di tornare all’azienda sanitaria ospedaliera Santissimi Antonio Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria da cui era in aspettativa.
DOPO LA SENTENZA. La scelta di lasciare Chieti è arrivata 5 giorni dopo la sentenza. Lo rivela un decreto firmato dal rettore Sergio Caputi che mette per iscritto la «cessazione» del contratto del docente-primario a partire dal 9 maggio scorso. All’origine della scelta di Gazzolo c’è proprio la sentenza 147 del Tar di Pescara: «Alla luce della sentenza che prescrive la rinnovazione della procedura selettiva», recita il decreto di Caputi, «con nota del 1° maggio scorso, Gazzolo ha comunicato la volontà di riprendere servizio ad Alessandria».
SENZA PRIMARIO. L’atto del rettore è stato recepito, con la delibera 565, anche dal direttore generale della Asl Pasquale Flacco: sempre dallo stesso 9 maggio è stato «risolto» il rapporto di lavoro con il docente a cui era stata affidata anche la guida della Neonatologia e della Terapia intensiva neonatale. Ora, l’università dovrà trovare un altro docente e la Asl un altro primario. Il caso non è affatto chiuso: il riesame dei candidati per la cattedra di Pediatria ordinato dal Tar resta in piedi e Neonatologia si ritrova improvvisamente senza primario.
IN LITE DA DUE ANNI. Si trascina da due anni il contenzioso per l’incarico di docente di seconda fascia di Pediatria: con una prima sentenza del 2016 i giudici amministrativi avevano annullato la selezione e ordinato un riesame dei candidati ma l’ateneo non avrebbe rispettato l’ordine impartito dal Tar; per questo, con la seconda e ultima sentenza, il Tar ha dato un ultimatum alla d’Annunzio: 15 giorni di tempo per «riprovvedere al riesame dei titoli» dei candidati e con una commissione diversa, fatta di docenti esterni ed estratti a sorteggio.
CONCORSO ANNULLATO. Nel 2016 la selezione era stata annullata perché la commissione non avrebbe fatto «una vera riunione» ma, dice la sentenza, «il presidente ha redatto tutto il verbale e compiuto le varie scelte, poi, meramente approvate dagli altri due commissari per email».
SENTENZA IGNORATA. Il Tar, quindi, aveva ordinato un riesame dei concorrenti. Che, però, non sarebbe stato svolto: la ricorrente sostiene che «i nuovi verbali di predeterminazione dei criteri e valutazione dei candidati sarebbero una mera trascrizione dei corrispondenti atti precedentemente annullati, e perciò non vi sarebbe stato un vero e proprio “riprovvedere” come imposto dalla sentenza». E «nei nuovi verbali», dice la seconda sentenza, «sono stati integralmente riprodotti i criteri precedentemente formulati e i giudizi attribuiti sulla base degli stessi. È quindi del tutto inverosimile che la commissione abbia proceduto, anche questa volta, a un riesame in modo collegiale». Il Tar prosegue: «Non è affatto probabile che in una dinamica collegiale il giudizio di due membri coincida totalmente con quello del presidente». Per il Tar, «si manifesta una palese violazione del giudicato» della prima sentenza che «imponeva di riesaminare in modo collegiale i titoli dei candidati. La commissione viceversa non ha proceduto a un riesame ma a una mera conferma collegiale della precedente determinazione».
NO ALL’APPELLO. L’università non farà appello contro la sentenza. È quanto emerge dal decreto del rettore: a «sconsigliare» l’impugnazione della sentenza è una nota dell’avvocatura dello Stato. Ora, quindi, l’università dovrà riesaminare i candidati per Pediatria: l’ateneo ha mandato una nota al ministero dell’Istruzione per ottenere i tre nomi e formare la nuova commissione.