Incendi, dalle aree devastate ora spuntano rifiuti pericolosi

Scoperte anche lastre di eternit tra la vegetazione in fumo nella riserva di Punta dell’Acquabella Momenti di paura in contrada Feudo: auto a fuoco all’interno di un capannone, locale inagibile
ORTONA. Dalla distruzione all’amara scoperta. Gli incendi di questo mese sul territorio di Ortona hanno fatto riemergere una montagna di rifiuti nascosta tra la vegetazione andata in fumo. Contrada Santa Lucia, l’area del Peticcio, persino la riserva dell’Acquabella, non sono stati risparmiati dall’inciviltà umana. Nel tratto di alto pregio naturalistico sono state scoperte varie tipologie di rifiuti, anche speciali, come eternit ed altro materiale abbandonati lì da chissà quanti anni. Santa Lucia si è contraddistinta per la presenza di un’innumerevole quantità di vetro.
Tutto questo mentre la città continua a bruciare: ieri pomeriggio paura in contrada Feudo, dove nei pressi di un’abitazione privata è andato a fuoco un Fiat Doblò parcheggiato all’interno di un capannone adibito a riparazione veicoli. Sul posto sono intervenute due autobotti dei vigili del fuoco, una pattuglia della stazione dei carabinieri di Ortona e la polizia locale. Nessuno è rimasto ferito ma la struttura è inagibile. Secondo i primi accertamenti le cause dell’incendio sarebbero da ricondurre a un cortocircuito del veicolo in riparazione.
Ma torniamo ai roghi sul territorio. La bonifica di tutti questi rifiuti richiederà un importante sforzo. E le operazioni sui territori distrutti non riguardano solo la rimozione delle discariche rinvenute: infatti dovrà essere garantita anche la sua messa in sicurezza, visto che la perdita di vegetazione e il crollo di alberi ha reso il territorio più fragile. Le piogge potrebbero creare seri problemi, soprattutto se dovesse arrivare in quantità sproporzionate. In sostanza, le cosiddette “bombe d’acqua” potrebbero rappresentare un pericolo. Ecco perché si lavora per ricompattare i versanti e limitare il pericolo di frane. Nelle scorse ore l’attività si è focalizzata nell’area del Peticcio, mentre nei giorni precedenti è stata la volta della zona di San Donato e Santa Lucia. Proprio a San Donato sono state installate delle barriere temporanee a garanzia della sicurezza, dove la mancanza di vegetazione distrutta dalle fiamme ha creato dei veri e propri dirupi. Sono stati installati dei new jersey temporanei, in attesa dell’arrivo di staccionate in legno che sono state già ordinate.
Nel frattempo continua la raccolta delle istanze di segnalazione dei danni per gli incendi del 1° e 2 agosto. Le domande possono essere presentate fino al 30 agosto e saranno utili ad una prima ricognizione dei danni subiti dal patrimonio pubblico, dai privati, dalle attività economiche e produttive, ai fini di supportare la richiesta per il riconoscimento dello stato di emergenza.
Sabato, inoltre, al circolo di San Donato si è tenuto l’incontro organizzato dall’associazione Punta dell’Acquabella, con l’obiettivo di far rinascere l’omonima riserva dopo la sua distruzione. Il sindaco Leo Castiglione ha ricordato come l'amministrazione abbia dotato le riserve di tutti gli strumenti programmatici e operativi che le hanno rese fruibili e soprattutto finanziabili. Infatti dal 2020 le due riserve regionali, Ripari di Giobbe e Punta dell’Acquabella, sono destinatarie dei fondi regionali per la manutenzione ordinaria.
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