Incendi nelle aree protette di Vasto, segnalati alcuni sospettati

La Protezione civile chiama la Forestale: "Venite, bruciano del materiale". Sul sito del Comune una sezione per indicare chi aggredisce il territorio
VASTO. Il braccio di ferro contro i piromani comincia a dare i suoi frutti. Sono in corso indagini su alcune persone sorprese martedì in atteggiamenti sospetti. Durante un pattugliamento antincendio a nord di Vasto, gli uomini della Protezione civile hanno notato alcuni operai che, nei pressi dell’uscita del casello Casalbordino-Vasto nord dell’autostrada A14, erano intenti a dare alle fiamme materiale di varia natura. Il posto non è lontano da quello in cui sono divampati gli incendi lunedì e martedì. La Forestale è andata sul posto per acquisire le informazioni del caso. Prendendo spunto da questo episodio il sindaco facente funzione, Vincenzo Sputore, invita tutti i cittadini a trasformarsi in “sentinelle” sul territorio. Il Comune ha anche attivato la piattaforma web per segnalare via internet vandali, piromani e teppisti. Intanto Marco Di Michele Marisi (centrodestra) chiede alle forze dell’ordine di verificare se nei giorni in cui sono divampati gli incendi era stata assicurata la vigilanza.
VIGILANZA E SOSPETTI. Martedì scorso una squadra della Protezione civile Vasto diretta da Eustachio Frangione durante un pattugliamento antincendio si è imbattuta in alcuni operai di un’azienda locale, nei pressi dell’uscita dell’A14 Vasto nord che stavano accendendo del materiale vario, non lontano dal luogo in cui sono divampati gli incendi lunedì pomeriggio. «Abbiano avvisato immediatamente la Forestale», conferma Frangione, «che è andata sul posto in pochi minuti per provvedere a quanto di loro competenza». La Forestale si è complimentata con i volontari. Il principio di incendio è stato spento immediatamente vista la vicinanza con del Bosco di Don Venanzio, riserva naturale regionale. Gli operai probabilmente non c'entrano nulla con quanto accaduto lunedì ma il loro comportamento è stato comunque grave.
SITO INTERNET. È attivo anche su piattaforma web il progetto Hist “Helpers istituzionali per la sicurezza sociale del territorio”, attuato dal Comune e co-finanziato dalla Regione. Il progetto promuove la conoscenza del valore patrimonio urbano di Vasto come bene comune, per contrastare l’orientamento dei giovani alla criminalità, coinvolgendo gli adolescenti in azioni di controllo partecipato sul territorio per finalità di sicurezza e di educazione allo sviluppo di iniziative e servizi per la collettività. Attraverso questa piattaforma web, il progetto Hist, consente agli utenti di segnalare episodi di vandalismo e degrado rilevati sul territorio urbano; documentare con foto digitali i luoghi e i beni cui gli atti di vandalismo si riferiscono; formulare proposte per la riqualificazione urbana relativa a specifici contesti territoriali (quartieri, rioni, aree verdi) nel Comune di Vasto; segnalare episodi in cui l’utente ha personalmente assistito a condotte di vandalismo e/o abbandono illegale di rifiuti e/o contesti di aggressività sociale con percezione del rischio per la propria sicurezza.
GLI APPELLI DI VICESINDACO E CENTRODESTRA. «Invito tutti ad aiutare il Comune e la loro città segnalando subito persone sospette. Tutti possono dare una mano a garantire il controllo e la sicurezza dell'habitat vastese. Una telefonata può fare tanto», dice il sindaco facente funzione Sputore. Marco Di Michele Marisi, invece, invita le forze dell’ordine a verificare se chi avrebbe dovuto garantire la vigilanza della Riserva di Punta Aderci ha fatto il proprio dovere. «La Riserva demaniale è di uso pubblico e, comunque, secondo legge è sottoposta a sorveglianza da parte di personale appositamente autorizzato dall’ente gestore, oltre che da quello istituzionalmente preposto, ai fini della verifica del rispetto delle norme», ricorda Marisi. «Pur confidando nelle indagini degli organi competenti volte ad individuare i responsabili degli incendi di queste settimane, ritengo», ha sottolineato Marco Ci Michele Marisi, «sia necessario che gli inquirenti approfondiscano la questione sorveglianza della Riserva e in generale della aree protette, verificando eventuali omissioni da parte di chi probabilmente era tenuto a garantire il controllo di quei luoghi».
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