Incendio alla festa del paese, 4 a processo

Ripa Teatina. Le fiamme divampate in un terreno durante i fuochi d’artificio: sott’accusa l’azienda
CHIETI. Quattro persone sono finite sotto processo per il rogo scoppiato a Ripa Teatina durante i fuochi d’artificio della festa di Santo Stefano. L’episodio risale al 4 agosto del 2017: l’accusa nei loro confronti è incendio colposo. Si tratta di Matteo Moreschini, 29 anni, «fuochino ed esecutore materiale dello spettacolo pirotecnico», Leonardo Allevi (28) e Antonella Ferretti (28), «amministratori della società Pirotecnica Allevi srl», e Andrea Trocchianesi (34), «socio titolare della licenza per accensione di fuochi artificiali rilasciata dal sindaco di Ripa Teatina». I quattro, tutti di origine marchigiana e residenti tra Appignano del Tronto (Ascoli) e Monte Urano (Fermo), sono difesi dagli avvocati Giancarlo De Marco e Rocco Di Sipio. Le indagini, condotte dai carabinieri forestali della stazione di Chieti, sono state coordinate dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo.
Secondo l’accusa, «per colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia», gli imputati hanno dato il via allo spettacolo «senza avere adeguatamente approntato la zona a ciò destinata, non provvedendo a circoscriverla con arature, ripulendola dalle sterpaglie e dalla vegetazione che, causa le alte temperature, si presentava secca e quindi estremamente infiammabile». L’incendio, si legge sul capo d’imputazione, «è divampato a seguito della ricaduta sul terreno dei residui incandescenti degli artifizi pirotecnici». Le fiamme hanno raggiunto anche il furgone della ditta di fuochi d’artificio, causando un’esplosione. I due operatori sono riusciti ad allontanarsi qualche istante prima che il mezzo saltasse in aria. Per domare il rogo, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco che hanno lavorato per ore.
«Gli imputati erano adeguatamente attrezzati», è la tesi difensiva portata avanti dall’avvocato Giancarlo De Marco. «Le fiamme si sono sviluppate quando lo spettacolo pirotecnico era già terminato. È molto probabile, dunque, che il rogo sia stato provocato da altro, magari da una cicca di sigaretta o dall’azione volontaria da parte di qualcuno rimasto ignoto. Non bisogna dimenticare, infatti, che è andato completamente distrutto il furgone della ditta che si stava occupando dei fuochi d’artificio». La prossima udienza, davanti al tribunale di Chieti, è in programma il 6 novembre. (g.let.)

