Incendio doloso a Punta Aderci, Menna: la verità nelle telecamere

19 Agosto 2021

Le fototrappole contro gli incivili potrebbero aver ripreso il piromane che appicca il fuoco in due punti Il sindaco lancia l’appello: «Chi ha visto qualcosa di strano, vada dalle forze dell’ordine o venga da me»

VASTO. C’è sicuramente la mano di una persona dietro il duplice incendio scoppiato la notte del 16 agosto a Punta Aderci e a Mottagrossa, nella riserva di Punta Aderci. Ora gli investigatori cercano di dare un nome e un volto a chi ha ferito per l’ennesima volta il simbolo del turismo vastese: le fototrappole, installate per frenare gli incivili, ora potrebbero aiutare le indagini. A confermarlo è il sindaco Francesco Menna. «Il materiale è al vaglio di chi indaga sull’ennesimo assalto ad uno degli angoli più belli di Vasto», dice il sindaco, «spero davvero che grazie alle fototrappole si riesca ad identificare l’autore dell’incendio».
In queste ore, nella zona ci sono stati lunghi e accurati sopralluoghi. Il piromane potrebbe essere risalito dal mare per evitare di incrociare la squadra della Protezione civile che vigilava. Non è escluso neppure che possa aver raggiunto la zona di Mottagrossa seguendo la linea ferrata. Ma le foto trappole potrebbero aver ripreso momenti chiave. Grazie a quelle immagini potrebbe essere ricostruita la notte di fuoco, verificando chi quel giorno, ha raggiunto l’area. Di certo, chi ha acceso la miccia conosceva i luoghi e, soprattutto, come fare per raggiungerla. «Stiamo comunque pensando di potenziare il sistema di vigilanza preventivo con l’utilizzo di altre fototrappole, dispositivi che altrove hanno dato ottimi risultati», dice Menna, «spero tanto che gli investigatori riescano a identificare l’autore dell’incendio. Potrebbero essere anche diverse persone», riflette il sindaco. Al momento l’indagine è contro ignoti: si rischiano pene pesanti.
«Questa zona lo scorso anno era stata già devastata. Ci sono le riprese video dell’impianto di videosorveglianza dell’azienda Puccioni ancora al vaglio degli investigatori», dice Menna, «per quello che è successo il 16 agosto chiedo a tutti coloro che hanno sospetti di collaborare per far individuare gli autori del gesto». Un appello a non avere paura di denunciare: «Andate dalle forze dell’ordine o venite da me. La vostra collaborazione resterà coperta dal segreto istruttorio. Aiutateci ad individuare i piromani», insiste il sindaco.
Menna spera che possa arrivare presto al capolinea anche l’inchiesta sul rogo che un anno fa devastò Punta Penna e Punta Aderci. La sequenza video insieme a un ricco dossier, frutto di lunghi e accurati sopralluoghi, è in procura al vaglio degli investigatori. I carabinieri forestali hanno analizzato i fotogrammi cercando di identificare chi quel giorno ha raggiunto l’area privata vicina ai silos di acido solforico della Hagritanks del gruppo Nuova Solmine e ha causato le fiamme che hanno poi raggiunto il box della sorveglianza, estendendosi alla riserva di Punta Aderci e alle aree dunali della spiaggia. «Le persone che quel giorno erano a Punta Penna erano tante», ricorda Menna, «possibile che nessuno abbia visto chi si è avvicinato ai silos? Dite tutto quello che avete visto. Anche un piccolo dettaglio può fare luce sulla vicenda. Chi provoca disastri deve essere punito. E anche questa volta chi sa ci aiuti a dare un nome ai responsabili del rogo».
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