Incendio nell’impianto dei rifiuti Denunciato per incauto deposito

Chiusa l’indagine dei carabinieri forestali sul rogo alla New Deal, nei guai il legale rappresentante Riscontrate violazioni alle norme ambientali: c’è anche l’uso di aree di stoccaggio non autorizzate
LANCIANO. C'è una denuncia per l'incendio divampato una settimana fa in un impianto di gestione rifiuti in località Cerratina, nella zona industriale Lanciano Valle. È il legale rappresentante della New Deal, azienda che si occupa della gestione di rifiuti, pericolosi e non, di origine industriale e urbana. I militari del nucleo carabinieri forestale di Villa Santa Maria sono stati chiamati ad intervenire la mattina del 5 giugno scorso a seguito del rogo che si era sviluppato all’interno dell'impianto, e che è stato successivamente spento dalle squadre dei vigili del fuoco di Casoli e di Chieti, e hanno avviato una serie indagini atte ad accertare le cause dell'accaduto.
Intorno alle 9.30 di mercoledì scorso l'incendio si era sviluppato nel piazzale esterno dell'azienda, dove erano stoccate diverse tonnellate di rifiuti pronte per essere lavorate. A prendere fuoco erano state balle contenenti ogni tipo di materiale, dalla carta alla plastica al ferro, che sarebbero stati successivamente separati. Non erano stati toccati dalle fiamme, per fortuna, i cumuli di gomme e pneumatici ammassati a metri di altezza dal piazzale, dal quale li separava un muro in cemento. Nonostante tutto, dal rogo si era innalzata una densa e persistente cortina di fumo scuro, visibile anche a chilometri di distanza in tutta la vallata del Sangro, in ragione della quale erano intervenuti anche i tecnici dell’Arta (Agenzia regionale per la tutela ambiente) Chieti per effettuare i campionamenti di rito dell’aria in merito ad un possibile inquinamento.
Nell'immediatezza del rogo, tuttavia, non era stata rilevata alcuna situazione di allarme nella zona. I primi ad intervenire erano stati gli stessi operai dell'impresa con l'impianto di spegnimento interno. Poi i vigili del fuoco, intervenuti con due autobotti e un mezzo speciale per la sostituzione delle bombole d'ossigeno, hanno messo sotto controllo il rogo e avviato le operazioni di bonifica dei focolai residui.
La prima ipotesi era di causa accidentale, ma gli accertamenti condotti dai militari della specialità forestale hanno portato alla denuncia all'autorità giudiziaria del legale rappresentante dell’impresa per una serie di violazioni alla normativa ambientale (decreto legislativo 152/2006, testo unico ambiente) e al codice penale. Tra queste, l’incauto deposito di rifiuti, definiti “infiammabili”, in aree di manovra e, dunque, il mancato rispetto dei “corridoi di sicurezza” previsti dal piano specifico e l’utilizzo di aree di stoccaggio non autorizzate.
L’indagato rischia da uno a 5 anni di reclusione per la violazione al codice penale e da 3 mesi ad un anno di reclusione o l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro per la violazione al Testo unico ambientale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

