Incendio vicino alla casa di riposo 18 anziani sgomberati e salvati

Palombaro, il vento forte abbatte i pali della corrente elettrica e all’improvviso scoppia l’inferno Il racconto del sindaco: «Tragedia sventata grazie ai lanci d’acqua di un canadair e alla pioggia»
PALOMBARO. Fiamme a ridosso della casa di riposo con 18 anziani sgomberati e di un’abitazione. È stato un giorno di paura a Palombaro. Restano piccoli fuochi circoscritti dopo che fiamme e fumo, per l’intera giornata di ieri, hanno avvolto la montagna e la valle che da contrada Prete degrada sul versante casolano. Ci sono volute ore di lavoro incessante dei vigili del fuoco di Casoli, i lanci di un canadair arrivato da Roma e la pioggia per domare l’incendio partito, secondo una prima ricostruzione di pompieri e carabinieri forestali, in modo accidentale. Le fiamme sarebbero divampate in seguito alla caduta, ad opera del vento, di pali dell’Enel, che hanno spezzato dei fili elettrici: da qui sarebbero scaturite le scintille che hanno fatto partire l’incendio. L’allarme è scattato prima delle 10. E sono state ore di paura. Il sindaco Consuelo Di Martino ha immediatamente attivato il Coc, di cui è responsabile e ha firmato l’ordinanza di evacuazione per la casa famiglia “Il sollievo” dove sono ospitati 18 anziani e per un’abitazione, minacciate dal fuoco. «Il fronte si è fermato a pochi metri dalla casa anziani e da un’abitazione» dice il sindaco Di Martino, «e siamo stati fortunati perché ha solo sfiorato il deposito del gas, altrimenti sarebbe stato l’inferno. Abbiamo subito portato gli anziani, alcuni in carrozzella, e la famiglia nel centro polivalente. Sono stati rifocillati, scaldati. Con loro oltre al personale della casa di riposo c’erano anche i ragazzi della protezione civile. Un blocco della protezione civile comunale che abbiamo invece addestrato per combattere gli incendi era vicino i pompieri. C’era un fronte di fuoco lunghissimo. Sembrava una situazione senza via di uscita col vento a soffiare sulle fiamme, e i vigili del fuoco a lavoro con carabinieri forestali e protezione civile. Da brividi il crepitio del fuoco tra i rami secchi». A dare man forte ai vigili nel pomeriggio è stato l’arrivo di un canadair. «Ha fatto 4 viaggi prendendo l‘acqua dal lago di Bomba», riprende il sindaco, «poi col buio si è fermato, ma è cominciata a scendere la pioggia, mai tanto attesa. Ma lo spettacolo che abbiamo di fronte ora è desolante. Tutto divorato dal fuoco, e piccoli luci di roghi non ancora spenti su cui vigilano i pompieri».
Passata l’emergenza e domate le fiamme il sindaco ha ritirato l’ordinanza di evacuazione e ha permesso agli anziani di tornare nella casa di riposo e alla famiglia di rientrare nella propria abitazione. Il Coc invece sarà chiuso questa mattina. «E oggi ci sarà anche la conta dei danni. Secondo una prima stima dei carabinieri forestali sono andati in fumo 16 ettari tra boschi e uliveti» chiude Di Martino.
Ennesimo duro colpo in un periodo, fine gennaio e inizio febbraio, mai così “ricco” di incendi. Sono infatti andati in fumo pochi giorni fa ettari di terreno in gran parte boschivo, tra Tollo e Ortona, per mano dei piromani, e altri ettari in Val di Sangro vicino le fabbriche.

