Inchiesta su Ecoesse, scatta il blitz

30 Ottobre 2014

Indagati il liquidatore Aniceto Del Pizzo e altri, l’indagine condotta da Mennini

CHIETI. Aniceto Del Pizzo indagato per il caso Ecoesse. Il liquidatore della società che gestiva i parcheggi di Chieti è finito al centro di una complessa inchiesta, condotta dal procuratore capo Pietro Mennini (nella foto) che punta a far luce sul rapporto tra ricavi milionari e soldi realmente versati al Comune in base a una convenzione che ha avvelenato il dibattito politico in città. Con Del Pizzo sono indagati altri personaggi noti in città. L’inchiesta parte dalla presunta violazione della legge fallimentare ma potrebbe sfociare in una ipotesi di bancarotta per distrazione. Tutto dipende dalla vasta documentazione acquisita dalla Finanza in uffici del Comune. Nel mirino della procura è quindi finita la convenzione che Ecoesse, nella persona di Alfiero Marcotullio, stipulò con il Comune di Chieti il 14 ottobre di quattro anni fa, dopo essersi assicurata il progetto di finanza dei parcheggi del Terminal di via Gran Sasso. La convenzione, ratificata il 3 agosto del 2011 davanti a un notaio di Chieti, era della durata di 27 anni prevedeva che una percentuale dei ricavi venisse versata mensilmente nelle casse comunali. Ma quanti di questi soldi sono stati versati da Ecoesse? E quali sono stati i suoi ricavi? Le due domande assumono importanza ora che la società è stata messa in liquidazione con aspettative legittime da parte dei creditori. L’inchiesta punta ad accertare una sottrazione fraudolenta di somme attive. E parte dalla circostanziata denuncia presentata in procura, il 18 luglio, dal costruttore teatino, Teresio Cocco, che prende in esame anche un ultimo passaggio chiave, avvenuto nella primavera del 2013, quando Ecoesse è stata scissa e la parte “buona” è stata assorbita dalla Blu Parking alla quale però il Comune ha deciso di rescindere la convenzione.(l.c.)