Inchiesta usura, un’indagata non risponde al giudice
LANCIANO. Non ha risposto alle domande del giudice, Clelia Malvone, 30 anni, agli arresti domiciliari insieme ad altre due donne con le accuse di usura ed estorsione, ai danni di una giovane...
LANCIANO. Non ha risposto alle domande del giudice, Clelia Malvone, 30 anni, agli arresti domiciliari insieme ad altre due donne con le accuse di usura ed estorsione, ai danni di una giovane imprenditrice di Lanciano, e di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nell'ambito di un'indagine della polizia. L'indagata è comparsa ieri davanti al gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, per l'interrogatorio di garanzia. Ma, assistita dagli avvocati Paolo Sisti e Massimo Biscardi, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. I capi d'imputazione riguardano, in particolare, alcune cessioni di droga. «Le contestazioni su estorsione e usura», spiegano i legali, «sono state ridimensionate dallo stesso gip nell'ordinanza di misura cautelare». Clelia Malvone è già stata arrestata per spaccio altre due volte quest'anno, a giugno dalla stessa polizia (che aveva però in corso un'indagine più ampia, su estorsione ed usura) e ad agosto dai carabinieri di Atessa. Si terrà domani l'ultimo interrogatorio di garanzia, quello per Carmela Gargano, 40 anni, assistita dall'avvocato Massimiliano Baccalà. (s.so.)
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