Incidente al teatro, assolto Pupillo

L’ex sindaco era accusato di lesioni colpose per un operaio scivolato su una scala
LANCIANO. «Questo procedimento non doveva neanche aprirsi»: così il giudice Maria Teresa Pesca nel leggere la sentenza con cui ha assolto l’ex sindaco di Lanciano Mario Pupillo e la responsabile della cooperativa il Pensiero Antonella Scampoli dall’accusa di concorso in lesioni colpose legate a un incidente sul lavoro avvenuto il 17 dicembre 2014 nel teatro Fenaroli. Ben 8 anni di attesa che hanno logorato gli imputati Pupillo, difeso dall’avvocato Matteo Benedetti, e Scampoli, rappresentata dall’avvocato Andrea Cerrone, e la parte offesa, L.F. di Lanciano, difeso dall’avvocato Fiorenza Di Battista, per raggiungere un’assoluzione chiesta dallo stesso Pubblico ministero Francesco Carusi.
L’assoluzione di Pupillo e Scampoli c’è stata per un difetto di querela, e da qui la frase con la quale il giudice ha detto che il «procedimento non doveva neanche aprirsi».
L’inchiesta è partita d’ufficio dopo una relazione inviata dall’Inail in Procura. In base all’accusa formulata da Carusi, L.F . sarebbe caduto per la scala al teatro Fenaroli non a norma, per le inadempienze dovute alla Scampoli, legale rappresentante della società Il Pensiero coop sociale per la quale l’uomo lavorava, e Pupillo come datore di lavoro dell’amministrazione comunale. Nella relazione si indicavano una serie di presunte violazioni sulla sicurezza. In particolare, Scampoli non avrebbe tenuto conto del documento violazione rischi in relazione alla scala a gradini di collegamento del palcoscenico con la platea dove avvenne la caduta, e il sindaco per non aver rispettato i requisiti indicati in relazione alla sicurezza dei posti di lavoro. Ci si sofferma poi sulla scala, con pedate non delle giuste dimensioni né antisdrucciolo, scala su cui l’uomo stava lavorando e dalla quale è caduto procurandosi la frattura della spalla sinistra con una prognosi di oltre 40 giorni.
Ma, fin dalle prime indagini, i legali Bendetti e Cerrone hanno evidenziato che non c’erano responsabilità né dell’ex sindaco né della Scampoli, e anche che la scala per accedere al palco è laterale fissa e a norma di legge.
«Ora, dopo ben 8 anni, c’è l’assoluzione», dicono gli avvocati. «Il “non doversi procedere per difetto di querela significa che il processo non doveva neanche partire».
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