Incontro su “re tartufo” tesoro che va tutelato

GUARDIAGRELE. “Tartufo: questo sconosciuto” è il titolo del convegno organizzato dall'Associazione Tartufai della Maiella che si è svolto al Palazzo dell'Artigianato di via Roma. L'incontro è stato...
GUARDIAGRELE. “Tartufo: questo sconosciuto” è il titolo del convegno organizzato dall'Associazione Tartufai della Maiella che si è svolto al Palazzo dell'Artigianato di via Roma.
L'incontro è stato aperto dall'intervento del presidente del sodalizio Ettore Cristini che ha subito evidenziato che il mondo del tartufo, a tutt'oggi, è ancora tutto da scoprire, nonostante i passi da gigante compiuti negli ultimi tempi. Cristini ha lamentato sopratutto l'esistenza di una forbice tra i tartufai e gli studiosi.
«A quest'ultimi» ha osservato «manca in particolar modo l'esperienza diretta della ricerca del tartufo». Il presidente dell'Associazione Tartufai della Maiella, con un dettagliato excursus storico ha poi parlato della conoscenza del tartufo nel Regno di Napoli, rimarcando l'uso di questo prezioso tubero in numerosissime ricette risalenti al 1763. Successivamente sono intervenuti l' esperto tartufaio Giovanni Scioli e il dottore in Scienze Forestali Fabrizio Primavera, illustrando le diverse problematiche relative alla coltivazione del tartufo ed evidenziando gli errori che ormai da decenni si continuano a compiere negli impianti di tartufaie di Melanosporum, un tartufo scarsamente presente nel nostro versante della Maiella, consigliato dagli " esperti " ma che nelle nostre zone, pur trovando un terreno adatto, non attecchisce. Subito dopo, Fabrizio Cerretano, delegato dalle associazioni dei tartufai abruzzesi alla commissione parlamentare sulla revisione della legge quadro sul tartufo, ha illustrato le nuove disposizioni fiscali che entreranno in vigore dal prossimo primo gennaio, lamentando come, ancora oggi, manchi una normativa che tuteli i cercatori da eventuali guai fiscali. Il convegno, si è quindi concluso con un assaggio di tartine al tartufo, cotte sotto la cenere, così come è indicato nelle ricette del 1763.
Giovanni Iannamico

