Indennità aumentate a sindaco e giunta: lite tra forze politiche

Orecchioni: dov’è finita l’etica? Pagano: solo incoerenza Furia: tagliate le imposte. Troilo: i problemi sono altri
LANCIANO. Proseguono le polemiche a seguito dell'adeguamento delle indennità di sindaco, vicesindaco, giunta e presidente del consiglio comunale dell'amministrazione Paolini. L'importo di 17.500 euro per riportare gli stipendi della squadra di governo cittadino a quel 25% in più, di cui invece aveva fatto a meno la giunta Pupillo, è stato prelevato dal fondo di riserva.
«È un provvedimento eticamente discutibile», interviene il consigliere di minoranza Carlo Orecchioni, ex assessore alle finanze, «che marca una differenza sostanziale con la passata amministrazione: dal 2015 in poi le giunte Pupillo hanno ridotto le proprie indennità di circa 450.000 euro, riversati sulla spesa corrente, non solo per supportare economicamente le esigenze della città, ma anche per essere da esempio». «La scelta di aumentare le indennità a meno di due mesi dall’insediamento rappresenta una contraddizione palese», fa notare Daniele Pagano, segretario cittadino di Progetto Lanciano, «a maggior ragione se da subito il nuovo direttivo si è lamentato della mancanza di fondi lasciati dalla precedente amministrazione».
Critico anche il capogruppo del Movimento 5 stelle, Sergio Furia: «Il fondo di riserva si utilizza per esigenze straordinarie o quando le dotazioni degli interventi di spesa corrente sono insufficienti», rimarca, «lo Stato può anche decidere quali sono le indennità massime spettanti a chi amministra un ente, ma coscienza vorrebbe che se non ci sono soldi si dovrebbe evitare la massima indennità, specialmente se in campagna elettorale si era detto di mettere al centro dell’attenzione il bene del cittadino e non quello personale. In un momento in cui il cittadino sarà sottoposto rincari di ogni genere, sarebbe stato meglio utilizzare questi soldi per abbassare alcune imposte, anche se quasi di nulla: il segnale sarebbe stato diverso».
«Ciò che non mi sembra "etico"», replica il vicesindaco e assessore al bilancio, Danilo Ranieri, «è che si tenti di mordere la pancia dell'opinione pubblica lasciando intendere che questa giunta abbia "aumentato" le indennità. Non è così. I Comuni non hanno questo potere legislativo. Le indennità sono quelle previste dal legislatore nazionale, in base alle tabelle corrispondenti alle fasce di popolazione amministrata. Al riguardo, il dibattito politico è impegnato da tempo in una riflessione che va in tutt'altro verso, condivisa da numerosi Comuni a guida di centrosinistra che hanno chiesto a gran voce l'adeguamento delle indennità. Quella che leggo da alcuni autorevoli esponenti della minoranza, a mia opinione, è una polemica del tutto anacronistica che, peraltro, rinnova il verso di impoverire la figura dell'amministratore e del politico in genere, facendo degradare il dibattito a un presunto asporto, non veritiero e ingeneroso per tutti gli amministratori che, nel bene e nel male, sono impegnati decine di ore al giorno nell'interesse delle proprie comunità».
«Giova ricordare», chiosa l'assessore Maria Ida Troilo, «che abbiamo trovato, soprattutto per i miei settori di commercio e agricoltura, una situazione disastrosa nelle casse che non si rimpinguano solo con le indennità della giunta, ma con le progettualità, assenti anch'esse per quanto mi riguarda. Il cartellone natalizio è stato possibile solo grazie all'apporto di imprenditori privati. E l'agricoltura, settore su cui si poggia l'economia cittadina e regionale, era relegata solo alla gestione del mercato coperto dove per due giorni a settimana di pulizia c'era un esborso di circa 45mila euro l'anno da parte del Comune».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

