Infiltrazioni nei portici, cade il cemento

La rabbia dei commercianti del centro: «Magazzini allagati durante ogni acquazzone». Verna: «I lavori toccano ai privati»
LANCIANO. Infiltrazioni, intonaco gonfio d’acqua ceduto in più punti, travi scoperte e acqua che entra a catinelle durante gli acquazzoni. Da anni i portici comunali versano nel degrado tra le proteste di commercianti e cittadini. Martedì scorso, nel corso dell’acquazzone che ha colpito alcune zone della città, si è assistito all’ennesimo disagio. L’acqua piovana invece che essere fermata dalla copertura cadeva copiosamente dal soffitto con il rischio di gonfiare e far cadere parti cedevoli di intonaco. I commercianti sono rimasti in apprensione per ore.
«Ho chiamato io stesso i vigili del fuoco e il Comune», dichiara Giuseppe D’Autilio, titolare dell’omonimo punto vendita sotto i portici di corso Trento e Trieste, «ma sia la squadra comunale che i vigili erano impegnati in altri interventi. Purtroppo ad ogni acquazzone ormai noi commercianti siamo costretti a temere il peggio e continuamente dobbiamo intervenire per solai e magazzini allagati». D’Autilio ha illustrato al Centro il magazzino del locale commerciale dove, per proteggere la merce, ha dovuto installare una sorta di tettoia in plexiglass sotto il soffitto per incanalare l’acqua piovana in un tubo e, quindi, in un secchio. Ma ad ogni acquazzone si rischia il collasso. La situazione è stata tenuta sotto controllo dal Comune ieri mattina in più occasioni. Una squadra comunale è intervenuta per disostruire alcuni pluviali chiusi e per controllare la tenuta dell’intonaco.
«Non possiamo fare di più di quello che ci compete», sottolinea l’assessore ai lavori pubblici, Giacinto Verna, «fermo restando le responsabilità e i doveri dei privati. Riguardo i portici comunali ciò che concerne l’interessamento del Comune è la parte sottostante il soffitto, ovvero il camminatoio. Per il resto devono intervenire i privati che in più di un’occasione abbiamo sollecitato».
La questione è controversa. I portici, costruiti nel 1929, sono costituiti da abitazioni e locali privati con i relativi tetti di copertura e, per un’ampia parte, da una sorta di terrazza che sovrasta parte del camminamento. Proprio sulla terrazza si verificano i problemi maggiori dato che ad ogni acquazzone si forma una sorta di piscina con conseguente infiltrazione di litri e litri d’acqua.
«Da ex amministratore», interviene l’ex sindaco Filippo Paolini, «so che i portici appartengono al Comune tranne ovviamente la parte delle abitazioni private. Gli interventi realizzati sono stati fatti dal Comune, non dai privati».
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