«Ingiusto il divieto di allenarsi»
Il Tar annulla parte del Daspo al portiere della Val di Sangro: negati solo gli spalti
LANCIANO . Il questore di Chieti aveva disposto nei suoi confronti il divieto, per tre anni, di accedere in tutti gli stadi italiani e dell’Unione europea, e l’obbligo di presentarsi, in occasione di ogni partita disputata dalla sua squadra, al commissariato di Lanciano. Ora potrà tornare a calcare i campi di gioco, ma non sugli spalti. Lo ha deciso la sezione di Pescara del Tribunale amministrativo regionale, che ha annullato in parte il provvedimento disposto nei suoi confronti. Mirco Trivilino, portiere della Val di Sangro, era stato denunciato al termine dell’ultima del campionato regionale di Eccellenza, disputata il 24 aprile 2016 a Lanciano. Al termine dell’incontro aveva accompagnato la sua compagna, al senso mese di gravidanza, verso l’ingresso degli spogliatoi perché la donna aveva urgenza di accedere ai servizi igienici dell’impianto sportivo, riservati gli atleti e agli arbitri ma gli unici a disposizione. La donna era stata respinta nonostante fosse evidente il suo stato di gravidanza. Uscito dallo spogliatoio, Trivilino aveva protestato ad alta voce nei confronti di un agente di polizia, manifestandogli tutta la sua indignazione e rimediando la denuncia che aveva poi portato all’emissione del Daspo. Contro il provvedimento Trivilino, difeso dall’avvocato Luigi Toppetta, ha presentato ricorso al Tar, negando di aver commesso atti violenti e pronunciato frasi oltraggiose nei confronti dell’agente e sostenendo invece di essersi limitato a esprimere una protesta ad alta voce nei confronti di un comportamento ritenuto arbitrario. I giudici hanno ravvisato la particolarità della posizione di M.T., non trattandosi di un tifoso in senso stretto ma di un atleta tesserato, circostanza che non era menzionata nel Daspo. Per questo motivo hanno respinto il ricorso nella parte in cui chiedeva l’annullamento delle disposizioni che vietano l’accesso alle manifestazioni sportive, ma hanno cancellato la parte che gli impediva di continuare gli allenamenti con la sua squadra. (a.bag.)

