Ingorgo sulla strada per Passolanciano

3 Gennaio 2015

Centinaia di auto restano prigioniere per una lastra di ghiaccio lunga un chilometro. Tutta colpa della Provincia

PASSOLANCIANO. Nel venerdì nero per gli sciatori teatini, e non solo, la provinciale che sale da Pretoro agli impianti di Passolanciano diventa una trappola. Un inferno a cinque gradi sottozero per centinaia di automobilisti rimasti bloccati, ieri mattina, su una lastra di ghiaccio lunga un chilometro nell’ultimo tratto di strada che attraversa il bosco prima di sbucare nel piazzale dello chalet. Tutta colpa della Provincia che non si accorge del sole dopo le nevicate e manda lo spazzaneve sulla provinciale-trappola solo a babbo morto, come dicono in Toscana, quando la strada è ormai intasata di auto incolonnate. Ma è proprio un neo amministratore provinciale che scatta le foto-documento e racconta la mattina da incubo. «Vi prego», dice prima di cominciare, «non scrivete il mio nome sul Centro se no diventerebbe solo una questione politica invece è un fatto di interesse pubblico che ha coinvolto decine di turisti beffati».

Quindi comincia a narrare le due ore trascorse in auto per scendere dalle piste da sci fino al bivio di Pretoro. Sono meno di sette chilometri percorsi però a passo di tartaruga con auto finite di traverso e quella maledetta lastra di ghiaccio che poteva essere tolta con una gettata di sale. Ma nessuno lo ha fatto in tempo.

«Sembrava di stare in autostrada dopo un maxi tamponamento», dice, «sa quando gli automobilisti escono dagli abitacoli per familiarizzare tra di loro? Imprecano contro chi amministra male, maledicono il momento in cui hanno deciso di fare una passeggiata in montagna e giurano di non tornare più. Meglio Ovindoli o Roccaraso». Ma la rabbia collettiva non basta per squagliare la lastra di ghiaccio e lo spazzaneve non arriva. Il nostro amministratore però scatta fotografie. Così immortala l’auto in mezzo alla carreggiata e in direzione opposta. Ma dentro non c’è nessuno. Oppure la processione di macchine che parte dal bivio di Pretoro dove non ci sono controlli. Così salgono tutti, anche i mezzi senza ruote termiche o catene.

E’ arrivato alle 8 ed ha trovato la strada liberissima da auto ma incredibilmente innevata. Quando alle 12 ha imboccato la via del ritorno, il nostro amministratore-cronista non avrebbe mai immaginato di uscire dall’ingorgo alle 13,40 scoccate. «Non lo faccio per pubblicità o per polemica. Mi dispiace per la gente bloccata nel caos totale e per chi vive solo di montagna ma deve fare i conti con l’incapacità di chi ci amministra. Che figuraccia».