Ingressi scaglionati, no al cambio di orario

I presidi delle scuole superiori teatine bocciano l’ingresso alle 9: «Ma monitoriamo la situazione»
CHIETI. Nessuna scuola superiore teatina ha cambiato gli orari delle lezioni per adeguarsi alle nuove regole del decreto anti-Covid del presidente del Consiglio dei ministri. Ovviamente le scuole monitoreranno la situazione, ma per il momento non si cambia. Il liceo scientifico Masci presieduto da Sara Solipaca tiene oggi pomeriggio un collegio dei docenti per approfondire la tematica, ma al momento l’ingresso in aula resta alle 8 e alle 8,10, in maniera scaglionata. Le nuove regole prevedono che, fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio, le scuole superiori debbano adottare forme flessibili nell’organizzazione della didattica. Si chiede l’incremento del ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare a quella in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e dispone che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9. Ma c’è sempre l’autonomia scolastica, vale a dire il Dpr 275 del 1999 che lascia ampi spazi di libertà alle scuole nella decisioni di organizzazione interna. E infatti non cambia nulla neanche al liceo Gonzaga, presieduto da Daniela Mezzacappa, al Galiani-De Sterlich, diretto da Candida Stigliani, e neanche nelle due scuole presiedute da Anna Maria Giusti, il di Savoia e il Pomilio. In queste due scuole, fa sapere la preside, «i ragazzi seguono in presenza. Gli orari di ingresso e di uscita sono scaglionati e gli alunni entrano da 3 ingressi diversi sia al di Savoia che al Pomilio. Tutto è tranquillo e gli studenti seguono il protocollo relativo alle regole dell'emergenza sanitaria con responsabilità». Stessa situazione anche al liceo classico e al liceo artistico, presieduti da Paola Di Renzo: «Monitoriamo la situazione ma per ora non si cambia», dice la preside, «d’altronde sarebbe come costruire una casa partendo dal tetto: da Roma ci dicono che gli studenti devono entrare alle 9 quando non ancora si fanno i tavolo di concertazione a livello regionale, come quelli sul trasporto. Una volta fatti gli incontri, anche noi saremmo pronti a rifare gli orari da capo, visto che ormai siamo abituati a rimodulare la scuola a seconda delle norme anti Covid». (a.i.)

