Iniziata la demolizione di Villa De Angelis

8 Luglio 2022

Diciannove appartamenti al posto dello storico edificio. L’architetto Vinciguerra: danno incalcolabile

LANCIANO. «L’anima di Lanciano è spenta, perché un paese che non conserva le testimonianze passate, è un paese senza anima». Con questa citazione del compianto professor Emiliano Giancristofaro, già presidente di Italia Nostra, l’architetto Pierluigi Vinciguerra, attuale presidente regionale e locale di Italia Nostra commenta la demolizione in corso di “Villa De Angelis”, villa borghese in stile liberty nella zona dei Cappuccini, che lascerà posto ad un palazzo con 19 appartamenti. Una demolizione che è uno «scempio», per Vinciguerra e altre associazioni culturali, dal punto di vista storico-architettonico, ma che ha tutte le carte in regola per essere fatta: permessi, acquisti e nessun vincolo posto dalla Soprintendenza. «Perdiamo uno degli ultimi palazzi in stile di via Martiri», spiega Vinciguerra, «la villa gentilizia Bevilacqua del 1904, ereditata dai De Angelis e chiamata “Villa De Angelis” si sgretola sotto i colpi della ruspa, una ruspa che cancella la memoria storica e urbanistica a Lanciano. Sono rattristato per tutto quello che è accaduto e sul fatto che non siamo riusciti, anche assieme al sindaco Filippo Paolini, ad evitare tale scempio. Questa è una società smarrita che naviga senza rotta. Adesso faremo attenzione agli altri edifici di pregio storico, architettonico e ambientale che ci sono in città, cercando di capire se hanno vincoli posti dalla Soprintendenza o meno». Anche l’Archeoclub di Lanciano ha lanciato l’allarme per la demolizione nei giorni scorsi. «Siamo arrivati tutti troppo tardi», dice Vinciguerra, «erano già decaduti i termini per poter provare a fermare un progetto presentato all’urbanistica come abbattimento di abitazione bifamiliare e che comunque ha tutti i permessi in regola». «Tutta la procedura è stata corretta», precisa l’assessore all’urbanistica Graziella di Campli, «la richiesta di permesso di demolizione e ricostruzione da parte della ditta che ha acquistato casa e terreno dagli ultimi proprietari è della scorsa estate, a febbraio c’è stato il via libera. Nell’attesa non c’è stato l’intervento della Soprintendenza di Chieti-Pescara che si è interessata della demolizione, ma poi non ha chiesto del tempo per apporre dei vincoli, anzi, ha ritenuto di non doverli apporre. Se ci fossero stati problemi saremmo intervenuti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA