Inneggia alle stragi nelle scuole: denunciato un 18enne in città

Tre arresti della Digos tra il capoluogo ligure e Cuneo: contestati anche filonazismo e pedopornografia Al giovane sequestrati pc, telefono e una chiavetta usb: scambio di messaggi nella chat di Telegram
LANCIANO. Nella chat di Telegram si scambiavano messaggi inneggianti alla violenza, alla discriminazione razziale, alle stragi nelle scuole, ma anche materiale pedopornografico. C'è anche un diciottenne di Lanciano tra gli indagati nell'operazione della Digos di Genova, che ha portato all'arresto di tre 21enni di Genova e Cuneo, finiti due in carcere e uno ai domiciliari.
INDAGINI A LANCIANODa Genova le indagini hanno fatto un viaggio di 700 chilometri fino a Lanciano. Nella città frentana, con il supporto di personale della Digos e della polizia postale di Chieti, è stata perquisita l'abitazione del giovane, all'epoca dei fatti contestati minorenne. Al ragazzo sono stati sequestrati pc, telefono e una chiavetta usb. Le accuse per lui, nello specifico, sono di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa (604 bis cp) e di aver diffuso, attraverso i canali social, materiale pedopornografico (600 ter cp). Altre perquisizioni, in esecuzione di decreti emessi dalla Procura per i minorenni di Genova, hanno riguardato due minorenni di Torino e Sanremo. Le indagini sono state condotte dalla Digos di Genova e dal Servizio per il contrasto all’estremismo e terrorismo interno della Direzione centrale della polizia di prevenzione, unitamente a personale del Centro operativo per la sicurezza cibernetica Liguria e del Servizio polizia postale e delle comunicazioni.
L’INCHIESTANelle prime ore di ieri è stata data esecuzione a tre misure cautelari, due in carcere e una ai domiciliari, nei confronti di due genovesi di 21 anni e di un coetaneo cuneese residente in provincia di Salerno. I giovani destinatari delle misure - il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari - sono accusati di aver fatto parte di un gruppo Telegram avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e religiosi, nonché di apologia di gravi crimini anche di tipo terroristico (come omicidi e stragi), oltre che di diffusione di materiale pedopornografico. La segnalazione, arrivata al commissariato online, ha dato inizio alle indagini che hanno fatto emergere lo scambio di copioso materiale di stampo suprematista (xenofobo, misogino, omofobo, antisemita e filonazista), oltre alla condivisione di materiale pedopornografico tra gli utenti di una chat Telegram denominata “Blocco Est Europa”.
FILONAZISMO-STRAGI DI MASSA La successiva attività ha consentito di rintracciare materiale multimediale. In particolare i giovani, di età tra i 14 e i 21 anni, scambiavano sulla piattaforma multimediale file, video e immagini pedopornografiche, di coprofagia, di necrofilia, di decapitazioni, torture ed esecuzioni provenienti dagli ambienti jihadisti, mutilazioni e automutilazioni, violenze xenofobe, razziste e omofobe accompagnati da commenti di approvazione ed esaltazione e intrisi della retorica tipica dell'ideologia suprematista. Nelle conversazioni, basate sull'odio antisemita e razzista, mostravano simpatie per Hitler e il nazismo. È emersa altresì l’esaltazione, nelle chat, per gli “school shooters”, ovvero gli autori di massacri di massa nelle scuole elementari e medie, i cui video venivano condivisi nella chat e le gesta fatte oggetto di intenzioni emulative. Alcuni dei giovani avevano inaugurato una vera e propria “campagna di addestramento” al tiro con armi ad aria compressa, utilizzando come bersaglio effigi di importanti cariche dello Stato nell’ottica della realizzazione di un “progetto stragista” di enormi dimensioni alle istituzioni democratiche.
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