Insegue i truffatori della madre e li fa arrestare dai carabinieri

11 Gennaio 2024

Una coppia di napoletani terrorizza una 68enne: «Devi pagare, altrimenti tuo figlio finirà in cella» Ma è tutto un imbroglio: l’uomo torna a casa, blocca in macchina gli impostori e recupera 1.500 euro

CHIETI. Insegue in automobile i truffatori della madre e li fa arrestare. La sinergia tra cittadini e carabinieri partorisce la cattura di due giovani napoletani che, dopo essersi fatti consegnare 1.500 euro da una donna di 68 anni dicendole che il figlio aveva provocato un incidente mortale e rischiava di essere incarcerato, erano pronti a depredare anche altri pensionati nei paesi del Chietino. Un rischio sventato sul nascere, perché Marco Morgese, 19 anni di Pomigliano d’Arco, e la complice Filomena Rosa, 18 anni di Somma Vesuviana, sono stati bloccati a Palena. L’accusa (pm titolare del fascicolo Giancarlo Ciani, in aula il vice procuratore onorario Luisa Bertini) aveva chiesto il carcere per entrambi, considerando l’enorme disvalore sociale della loro azione e la possibilità concreta che possano tornare a commettere reati analoghi. Il giudice Morena Susi ha ritenuto sufficiente per gli indagati, difesi dagli avvocati Mariagrazia Sciubba e Giovanni Napolitano, la misura dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza (il ragazzo dovrà anche firmare tre giorni a settimana in caserma).
il raggiro
Martedì mattina la sessantottenne riceve una telefonata da parte di un uomo che si presenta come avvocato. «Suo figlio», è il senso delle parole pronunciate dal sedicente legale, «è stato coinvolto in un incidente stradale insieme ad altre due persone, purtroppo una morta. L’automobile di suo figlio non ha la copertura dell’assicurazione: l’unico modo per non farlo arrestare è pagare 3.200 euro. Potrà dare i soldi a un ragazzo che verrà nella sua abitazione». La donna e l’interlocutore si accordano inizialmente per 1.500 euro, perché in quel momento non ha altro denaro. Dopo mezz’ora, un ragazzo di nome Luca si presenta nell’appartamento e si fa consegnare la somma pattuita. Non appena il giovane si allontana, la padrona di casa viene ricontattata per la seconda volta dall’avvocato di cui sopra, che – a completamento della richiesta iniziale – le comunica che è necessario consegnare anche monili in oro.
l’inseguimento
In quei minuti il figlio della vittima, tornato a casa, incrocia la sorella, nel frattempo avvisata dalla madre di ciò che era accaduto. Poco dopo, i due notano – a circa 150 metri di distanza dall’abitazione della pensionata – una Bmw grigia con a bordo un ragazzo che la donna riconosce come il soggetto che, poco prima, si era allontanato dal luogo del reato. Fratello e sorella si mettono dunque all’inseguimento di quell’automobile che, ormai tallonata, arresta la sua marcia dopo una fuga di un centinaio di metri, su un terreno incolto di una strada senza uscita. A questo punto l’uomo riesce a bloccare il truffatore e la truffatrice e a recuperare i 1.500 euro.
L’ARRESTO
In quegli stessi istanti parte la telefonata ai carabinieri della stazione di Palena che, dopo neanche cinque minuti, sono già sul posto e portano in caserma Morgese e Rosa. Durante le perquisizioni personali e del veicolo, i militari sequestrano tre cellulari e tre involucri di cellophane contenenti una modica quantità di hashish trovati nella disponibilità del ragazzo. Fin qui, la cronaca del blitz.
L’UDIENZA IN TRIBUNALE
Dopo aver trascorso la notte in camera di sicurezza (lui in caserma a Chieti, lei a Ortona), gli arrestati ieri mattina sono comparsi in tribunale. Il pm ha contestato a entrambi i reati di truffa aggravata consumata e tentata – il ragazzo nella veste di esecutore materiale, la ragazza in quella di “palo” – e violazione di domicilio. È scattata anche «l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di persona anziana che, in ragione dell’età, si trovava in uno stato di minorata difesa». Il maresciallo capo Francesco Telera, comandante dei carabinieri di Palena, ha ricostruito nel dettaglio tutte le fasi della cattura. E il giudice Susi ha convalidato l’arresto. Al termine dell’udienza, i due truffatori sono tornati in libertà. Ma non potranno più allontanarsi dal paese di residenza e hanno l’obbligo di restare in casa dalle otto di sera alle sette del mattino.
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