«Insieme contro la guerra vergogna dell’umanità»

27 Novembre 2015

Il presidente dell’associazione nazionale Vittime civili di guerra Castronovo inaugura alla villa comunale il monumento realizzato dall’artista Primavera

CHIETI. «Non ci sono confini per la pace e noi tutti siamo chiamati a costruirla. Questa associazione è pronta a entrare nelle scuole per portare la testimonianza di un orrore, quello della guerra. Aiutiamo col buon esempio i giovani che devono coltivare la pace nelle loro coscienze nella loro cultura nella loro persona. La società del futuro deve conoscere solo la pace perché la guerra è la vergogna dell’uomo, l’annullamento della ragione». L'Avvocato Giuseppe Castronovo, presidente nazionale dell’Anvcg, Associazione nazionale delle vittime civili di guerra, non ha dubbi e il monumento inaugurato ieri mattina alla villa comunale, sotto una pioggia battente, è l’emblema dei «valori buoni» dell’umanità: il bene, l’amore la solidarietà.

La cerimonia è iniziata nella cattedrale di San Giustino dove più di 300 persone, iscritti e parenti, provenienti da tutte le regioni d’Italia, hanno partecipato alla messa celebrata da don Donatello Pellicciotta vicario dell’arcivescovo Bruno Forte. Pochi i politici presenti, a sostituire il sindaco Umberto Di Primio, impegnato a Milano, il suo vice, Giuseppe Giampietro. Presenti anche il presidente del comitato provinciale dell’Anvcg, Giovanni Di Crescenzo e il primo cittadino di Casalbordino,Remo Bello. «In questo tempio di fede e di arte religiosa» ha detto nel suo intervento il presidente Castronovo, reso cieco dalla guerra all’età di 9 anni, «voglio ricordare le 130mila vittime civili della seconda Guerra Mondiale e per pregare Dio affinché l’orrore vissuto in passato non si ripresenti mai più nel futuro».

Dopo la messa il numeroso corteo, con a capo la Banda di Orsogna, ha attraversato corso Marrucino per arrivare alla villa comunale dove ad attenderlo c’era l’opera in marmo alta due metri con il medaglione in bronzo realizzata dall’artista teatino Luciano Primavera su progetto dell’architetto Mario Rispoli , la consulenza professionale del geometra Enrico Rispoli. Le opere strutturali sono state realizzate dall’impresa Teresio Cocco. La cerimonia di inaugurazione è stata scandita dal giornalista e poeta Mario D’Alessandro che ha esordito raccontando la sua storia di «mutilatino» di guerra accolto amorevolmente, tra gli altri 15mila bambini mutilati o resi ciechi dalle bombe, da don Gnocchi: «Un’opera sovrumana» ha detto D’Alessandro «don Gnocchi mi ha dato la possibilità di curarmi e di studiare. Se sono qui a parlare con voi lo devo a lui».

Poi ha ricordato la storia dell’associazione, la prima del suo genere, nata il 26 marzo del 1943 . A benedire il medaglione in bronzo che rappresenta una madre col figlio morente tra le braccia e un angelo pronto a portarlo con sé in cielo, è stato don Donatello Pellicciotta. Il vice sindaco Giampietro ha concluso la commovente cerimonia citando il poeta Peter Rosegger: «Ciò che seminai nell'ira crebbe in una notte rigogliosamente, ma la pioggia lo distrusse. Ciò che seminai con amore germinò lentamente maturò tardi ma in benedetta abbondanza. Credo che questi versi» ha detto Giampietro «rappresentino l’essenza di questa importante giornata».