Insulti al Palio, aperto il processo

Caporale (Animalisti italiani) imputato per diffamazione dei contradaioli di Siena
LANCIANO. Si è aperto a Lanciano il procedimento penale a carico di Walter Caporale, il presidente degli Animalisti italiani, accusato di diffamazione aggravata per gli insulti proferiti contro il Palio di Siena e i contradaioli nel corso di una trasmissione radiofonica. Era il 3 luglio 2020 quando, ai microfoni de “La Zanzara”, condotta dal giornalista Giuseppe Cruciani su Radio 24, Caporale aveva paragonato i contradaioli ad “assassini e pedofili” e definito “sadici e incivili” gli organizzatori della manifestazione. Parole che avevano fatto scattare la querela da parte del Comune di Siena e del Consorzio per la tutela del Palio.
Il tribunale di Siena si è dichiarato incompetente territorialmente (la stessa difesa di Caporale aveva chiesto che il processo non si celebrasse nella città del Palio), così il procedimento è approdato al tribunale di Lanciano, luogo di residenza dell'imputato.
Venerdì scorso si è svolta la prima udienza con la costituzione di parte civile dell'attuale sindaco del capoluogo toscano, Nicoletta Fabio (all'epoca dei fatti primo cittadino era Luigi De Mossi), e del presidente del Consorzio di tutela del Palio di Siena, Antonio Carapelli, entrambi patrocinati dall'avvocato Filippo Cei del foro di Firenze.
Il difensore di Caporale, l'avvocato Francesca Pantanella, del foro di Roma, ha chiesto l'acquisizione del file audio contenente la registrazione della trasmissione radiofonica e che questo venga ascoltato integralmente in aula nel contraddittorio tra le parti.
«Vogliamo far emergere che l'intento di Caporale non era diffamatorio», spiega l'avvocato Pantanella, «il suo è stato un paragone forte, un'iperbole, per dire che l'amore per i cavalli così inteso per lui e gli animalisti è un amore malato, altrimenti non si metterebbe a rischio la loro vita. Le sue parole, lette in maniera asettica, sono forti, ma vanno contestualizzate nell'ambito di una trasmissione radiofonica che si contraddistingue per una vena satirica e provocatoria».
La difesa ha inoltre chiesto l'esame dell'imputato in aula. La prossima udienza è stata fissata al 16 febbraio del prossimo anno. (s.so.)
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