Insulti sul web, i Maio denunciano

Tifosi sotto accusa per i messaggi diffamatori verso i proprietari della Virtus
LANCIANO. La famiglia Maio si prepara a tornare in campo: la prossima partita però non è prevista sul manto erboso del Biondi, ma in un’aula di tribunale. Oggetto della contesa non sono i tre punti, ma le querele presentate per diffamazione nei confronti dei tifosi rossoneri che, nei mesi scorsi, sul web hanno preso di mira i proprietari della Virtus Lanciano che, in seguito alla retrocessione dalla serie B, da due anni si dedica solo al settore giovanile. Il “luogo del delitto” è il social per eccellenza, Facebook, e in particolare uno dei gruppi più frequentati dai tifosi rossoneri, “La serie B è una grande opportunità”, nato nel 2012 (dall’estate 2016 è stato ribattezzato “Il Calcio a Lanciano”). All’epoca la pagina fu creata per promuovere una lettera aperta all’amministrazione comunale affinché cogliesse, appunto, tutte le opportunità, anche turistiche ed economiche, che poteva offrire la partecipazione della squadra cittadina al torneo cadetto. Il gruppo è presto diventato una frequentatissima piazza virtuale che ha ospitato ogni sorta di dibattito sul calcio lancianese: dalle considerazioni tecniche ai commenti sulle partite della Virtus, dal calciomercato fino agli amarcord e alle discussioni sul fantomatico nuovo stadio. La proprietà del club non poteva certo restare fuori da tante discussioni. Non è mancato neanche chi ha sempre difeso i Maio a spada tratta. Dopo la retrocessione del giugno 2016, quando la Virtus non è stata iscritta al campionato di Lega Pro, i detrattori sono ovviamente aumentati, tanto per numero quanto per volume di attività. Tra una critica più o meno arrabbiata e l’altra, ironie d’ogni tipo e battute di vario genere, hanno fatto capolino anche tante offese personali, ingiurie, minacce e auguri delle peggiori disgrazie. Di qui le denunce presentate in Procura: dovrebbero essere almeno una decina quelle sulle quali sta facendo accertamenti il commissariato di polizia di Lanciano, convocando in alcuni casi gli autori di post e commenti per i quali potrebbe configurarsi il reato di diffamazione. (cr.la.)
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