Intasca 6mila euro destinati alle Poste e finisce a giudizio
LANCIANO. Si sarebbe appropriato di 6.605,07 euro nelle Poste di Lanciano dove lavorava e con l’accusa di peculato il giudice Marina Valente lo ha rinviato a giudizio al 4 marzo 2015. Si tratta di L....
LANCIANO. Si sarebbe appropriato di 6.605,07 euro nelle Poste di Lanciano dove lavorava e con l’accusa di peculato il giudice Marina Valente lo ha rinviato a giudizio al 4 marzo 2015. Si tratta di L.O., 56 anni, di Lanciano, difeso dall’avvocato Rachelina Martelli. L’uomo, per l’accusa, “in servizio nell’ufficio si sarebbe appropriato di 6.605,07 euro di cui aveva disponibilità per ragioni d’ufficio. Dopo aver ricevuto a titolo di deposito dagli addetti alla consegna dei plichi spediti in contrassegno ometteva di versare alle Poste le somme corrisposte dai destinatari tra l’8 marzo e il 13 maggio 2013”. L’uomo è anche accusato di falsità materiale e ideologica “perché formava una falsa documentazione sui pagamenti in contrassegno apponendo la dicitura “pagato” e omettendo di annotare data ed estremi delle operazioni di rimborso e di allegare le ricevute”. «Nel processo, che volevamo evitare col rito abbreviato condizionato, presenteremo una perizia medico legale», spiega l’avvocato Martelli, «su patologie, difficoltà a far di conto e ritardo psichico dell’uomo che doveva svolgere mansioni diverse. È stato anche licenziato e per abbiamo aperto una causa di lavoro: svolgeva mansioni non adeguate alle sue capacità». (t.d.r.)
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