Interessi sui rimborsi Tarsu: ai contribuenti solo centesimi

LANCIANO. «Si invita la signoria vostra a recarsi presso l’Ufficio Economato del Comune, in Vico 5 Larghetto Ricci, nei giorni di lunedì e mercoledì, dalle 10 alle 12, per riscuotere la somma...
LANCIANO. «Si invita la signoria vostra a recarsi presso l’Ufficio Economato del Comune, in Vico 5 Larghetto Ricci, nei giorni di lunedì e mercoledì, dalle 10 alle 12, per riscuotere la somma complessiva di 0,25 euro». No, non è uno scherzo.
È la lettera che una ventina di contribuenti si è vista recapitare a casa dall’ufficio tributi comunale. E in alcuni casi gli importi da riscuotere sono ancora più irrisori, 10 o 12 centesimi solamente.
La vicenda è ancora quella dei rimborsi per gli aumenti della Tarsu 2013 (la tassa sui rifiuti in vigore cinque anni fa), che la commissione tributaria provinciale ha giudicato illegittimi accogliendo i ricorsi di alcuni contribuenti lancianesi. A febbraio l’ufficio tributi ha comunicato le cifre dovute ad ogni cittadino e che l’erogazione sarebbe avvenuta detraendo la somma dalla cartella di pagamento per la Tari 2018.
Nel conteggio, però, l’ufficio ha dimenticato gli interessi maturati, dal 2013 ad oggi, su ogni somma. Così, nei giorni scorsi, ha inviato nuove lettere invitando i cittadini a riscuotere personalmente la somma... di 10, 12 o 25 centesimi. Increduli i cittadini che hanno ricevuto gli avvisi. «Liquidazione di interessi ridicoli e per di più sbagliati», commenta Francesco Paolo D’Orsogna, il tributarista che ha seguito i vari contenziosi, «al danno si aggiunge la beffa! Oltre a non aver compreso gli interessi nella lettera inviata il 7 febbraio scorso ai vari utenti, tanto da averne dovuto fare esplicita richiesta al competente ufficio tributi, il calcolo è parimenti sbagliato. Per non dire che è maggiore il costo dell’affrancatura, 0,95 euro, che le cifre comunicate in queste lettere».
Ma non è finita qui. «Nelle cartelle Tari recapitate in questi giorni non c’è la decurtazione dei rimborsi per la Tarsu 2013 come annunciato a febbraio», dice ancora D’Orsogna, «adesso il contribuente, per avere la decurtazione della somma a rimborso, deve recarsi all’ufficio tributi, il quale annullerà l’avviso Tari 2018 e ne emetterà un altro emendato della somma da rimborsare. Insomma, lavoro inutile e spreco di danaro pubblico». (s.so.)
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