Interessi usurari alla Unicredit Tre indagati dal gip

SAN SALVO. L'attesa è grande e sulla vicenda l'attenzione è altissima. Martedi davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo si discuterà di una vicenda...
SAN SALVO. L'attesa è grande e sulla vicenda l'attenzione è altissima. Martedi davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo si discuterà di una vicenda delicatissima sollevata dall'associazione Sos utenti. Davanti al gup compariranno Mario Fertonani, 88 anni, presidente del cda di Unicredit dal 2006 al 2007, Candido Fois, 75 anni, presidente Unicredit nel 2010 e Rampl Dieter, 69 anni, presidente del cda della banca per tutto il 2011. Sono accusati tutti di aver preteso da un imprenditore di San Salvo, che aveva acceso conti nelle filiali di Chieti Scalo e di Vasto, interessi superiori ai tassi di soglia.
Si parla di una eccedenza dello 0,07% che dal 2006 è cresciuta negli anni arrivando al +4,5% nel secondo trimestre del 2011. Una escalation di interessi presumibilmente illegali che potrebbero configurare il reato di di usura. Richieste di pagamento crescenti che avrebbero danneggiato in modo irreversibile l’attività dell’imprenditore.
Oggi l'azienda della vittima è in liquidazione. Secondo l'accusa a carico dei tre bancari, pronti a dimostrare che l'accusa è infondata, ci sarebbe l'aggravante di avere agito nell'esercizio della loro attività professionale nei confronti di un soggetto in stato di bisogno.
A chiedere il rinvio a giudizio dei 3 è stato il sostituto procuratore del tribunale di Vasto, Enrica Medori.
Sos Utenti (presidente onorario Gennaro Baccile) e l'avvocato Andrea Florindi di Ortona saranno al fianco dell'imprenditore. E' stata l'associazione a presentare una denuncia alla Procura di Vasto segnalando che al titolare di una impresa in difficoltà di San Salvo erano stati «addebitati dalla banca e incassati dalla filiale di Vasto della Unicredit, oneri usurari per 51.023,94 euro», mentre sul conto acceso nella filiale di Chieti sarebbero stati addebitati e incassati oneri usurari per oltre 65mila euro. E ancora. «Il 25 ottobre 2012, la banca pur essendo a conoscenza che il debito fosse comprensivo di oneri usurari, nonostante avesse già le fidejussioni dell'imprenditore, ha preteso il riconoscimento del debito con contestuale costituzione di garanzia ipotecaria per la somma complessiva di 201.255,85 euro con contestuale e immediato pagamento di 63mila euro».(p.c.)

