«Interessi usurari, la banca deve risarcire»

6 Settembre 2017

Il giudice Romandini condanna l’istituto di credito a restituire 150mila euro a un piccolo imprenditore

CHIETI. Una nota banca nazionale dovrà ridare 150mila euro a un piccolo imprenditore del chietino al quale ha applicato interessi da usura. Lo ha deciso il tribunale di Chieti che ha dato ragione al piccolo imprenditore con una sentenza firmata dal giudice Camillo Romandini.
L’imprenditore della provincia di Chieti aveva stipulato un contratto di mutuo e un contratto di apertura di credito con la nota banca che ha filiali anche a Chieti. L’imprenditore, però, man mano che andava avanti, non riusciva ad onorare il debito. Perché i tassi applicati dalla filiale dell’istituto di credito erano ben oltre la soglia dell’accettabile. Erano infatti tassi usurari, come sono riusciti a dimostrare i due avvocati Gabriele Balice e Paolo Cardone, specializzati nel settore, visto che hanno riportato già altri importanti risultati.
«Sia nel contratto di mutuo, che in quello di apertura di credito sono», dicono i due avvocati, «stati riscontrati interessi oltre il limite stabilito dalla normativa antiusura. L’imprenditore rivoltosi al nostro studio ci ha fatto analizzare i rapporti nei quali è emersa usura contrattuale sin dall’origine del rapporto nel mutuo e usura applicata in vari trimestri nel rapporto di conto corrente». Nel corso del giudizio, il consulente tecnico nominato dal giudice ha confermato i calcoli del perito di fiducia di Balice e Cardone e il giudice ha condannato la banca trasmettendo gli atti alla Procura per i profili penali.
«Questa sentenza», commentano i due legali, «conferma un atteggiamento illegittimo troppo spesso avuto dai vari istituti di credito e per i quali dovrebbero essere presi dei seri provvedimenti anche da parte della Banca d’Italia, quale organo di vigilanza del credito».