Interrogazioni negate, diffida dell’opposizione

ORTONA. Eliminate dalla discussione del prossimo consiglio comunale due delle interrogazioni urgenti proposte dalla minoranza: quella sul Piano regolatore portuale e quella sui lavori di strada...
ORTONA. Eliminate dalla discussione del prossimo consiglio comunale due delle interrogazioni urgenti proposte dalla minoranza: quella sul Piano regolatore portuale e quella sui lavori di strada rurale Colli in località Rogatti. Per questo motivo gli otto consiglieri di opposizione Angelo Di Nardo, Franco Vanni, Gianluca Coletti, Simonetta Schiazza, Ilario Cocciola, Antonio Sorgetti, Italia Cocco e Simona Rabottini hanno inviato una diffida ad adempiere nell’inserimento all’ordine del giorno delle due interrogazioni, informando della situazione anche la procura. «Dopo l’ultimo consiglio comunale in cui la maggioranza, per una volta compatta, non si è presentata», sottolineano gli esponenti della minoranza, «si persevera in quello che non è più possibile considerare un errore, ma è una deliberata volontà di evitare il confronto, di annullare qualsiasi proposta arrivi dall’opposizione. L’atteggiamento di evidente ostilità è ancora più grave se consideriamo che, nell’ultimo anno, la giunta è stata capace di produrre il nulla: Ortona è una città ferma, a causa du un sindaco incapace di proporre concreti programmi di sviluppo e crescita. Ma, ancora peggio, non è amministrata nel quotidiano, è povera nella manutenzione ordinaria, inesistente nel sostegno alle realtà economiche, inconcludente nel turismo».
Nessun diritto violato ma solo l’applicazione del regolamento per il sindaco Leo Castiglione. «La ricostruzione fatta dalla minoranza omette in modo strumentale alcuni dettagli sostanziali», spiega, «le interrogazioni presentate prima dell’ultimo consiglio non specificavano la tipologia di risposta richiesta, per questo in base all’articolo 44 del regolamento, è stata data risposta scritta tramite posta certificata, motivo per il quale il percorso amministrativo delle richieste si è concluso e non è stato necessario inserirle di nuovo all’ordine del giorno». (b.p.)
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