Interventi chirurgici attese lunghe due anni

Il Tribunale del malato: sale operatorie non a regime per carenza di anestesisti Aperta la nuova sala ecografica, ma la risonanza magnetica funziona solo 6 ore
LANCIANO. La buona notizia è che i reparti chirurgici dell’ospedale Renzetti lavorano a ritmi incredibili sul fronte delle emergenze e delle urgenze, visti i numeri del pronto soccorso, uno dei più attivi dell’intera regione. La cattiva notizia è che lavorerebbero di più, riuscendo a fare anche interventi più complessi e operazioni programmate, se ci fossero più anestesisti. La carenza di personale sta facendo viaggiare le sale operatorie a ritmi minori del solito e i pazienti attendono anche anni per fare interventi programmati. Anche sul fronte radiologico ci sono notizie buone e cattive. La buona è che è stata aperta la sala ecografica; la cattiva è che mancano medici, almeno tre, per far funzionare tutte le apparecchiature tanto che la risonanza magnetica, gioiello dell’intera Asl dal punto di vista tecnologico, funziona solo 6 ore al giorno. Sono i due volti dell’ospedale Renzetti dove la carenza di personale, medico ma anche infermieristico, si fa sentire sempre di più, in reparti spesso chiave, come quelli chirurgici, con ripercussioni negative sui pazienti, costretti ad operarsi o a fare esami fuori territorio a causa delle liste di attesa molto lunghe.
LE OPERAZIONI. «Abbiamo denunce e lamentele di gente che attende anche due anni per una protesi», denuncia Nicola Di Pasquale, presidente del Tribunale del malato di Lanciano, «mesi e mesi per un intervento chirurgico programmato. Reclami anche di medici che non possono fare operazioni di elezione perché le sale operatorie fanno meno sedute per mancanza di personale. La contrazione delle operazioni che c’è in estate, durante il periodo delle ferie (che si è chiuso il 15 settembre, ndc), non è finito. L’attività non è ripresa a pieno regime perché manca il personale. Ci sono due anestesisti che andranno in pensione e ora sono in ferie, quindi il numero delle sedute è diminuito». Problema che ha portato il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco, dopo l’inaugurazione della sala ecografica, ad incontrare la direttrice sanitaria Marzia Mucci, i direttori dell’area chirurgica e gli anestesisti. «Abbiamo chiesto noi l’incontro», dice Di Pasquale, «sperando che si riescano a trovare medici perché le persone non possono attendere fino a due anni per un intervento programmato». Oppure, come riferiscono dal Tdm, doversi operare fuori città o addirittura in urgenza. «La situazione delle sale operatorie è delicata», spiega Flacco, «i pensionamenti ci saranno a fine ottobre ma stiamo già lavorando per cercare di rimpiazzare le due figure, per evitare problemi ben maggiori di quelli di oggi. Guardiamo all’interno della Asl, al nostro personale oppure alla rimodulazione delle attività chirurgiche e ad una loro riorganizzazione». Certo è che si deve tornare a lavorare a pieno regime.
LA RADIOLOGIA. Ieri è stata, invece, una giornata di festa nel reparto diretto da Antonio Sparvieri, dove il vescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, ha officiato la messa in occasione di San Michele, protettore dei radiologi, e ha poi benedetto la nuova sala ecografica. Stanza ampia dotata di un ecografo nuovo arrivato pochi mesi fa, dopo ben 15 anni di attesa. Ma i sorrisi si sono spenti pensando alle liste di attesa per una ecografia (17 mesi) e guardando alla vicina risonanza magnetica che funziona solo al mattino, per 6 ore al giorno, perché mancano i medici. Il reparto ha bisogno almeno di tre nuove unità di personale.
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