Intesa per la salvaguardia del fiume Feltrino

Castel Frentano: quattro Comuni firmano l’accordo per ridurre l’inquinamento nel corso d’acqua
CASTEL FRENTANO. Firmato dai “Comuni del Feltrino”, Castel Frentano, Frisa, Lanciano, San Vito e Treglio, una proposta progettuale per arrivare a stilare il “Contratto del fiume Feltrino”. Lo scopo finale dichiarato sarà: riduzione dell’inquinamento delle acque; riduzione del rischio idraulico; riqualificazione del sistema ambientale e paesistico; riqualificazione dei sistemi insediativi all’interno del territorio del bacino; miglioramento della fruibilità delle aree perifluviali al fine di ridare ai fiumi centralità nelle politiche di sviluppo; condivisione delle conoscenze sul fiume e della formazione e educazione adeguate al raggiungimento degli obiettivi condivisi.
Il Feltrino nasce sulla collina delle Morge di Castel Frentano, dove nel passato, prima dell’arrivo dell’acquedotto del Verde, esisteva una sorgente e una relativa fonte in prossimità dell’attuale distributore di carburanti. Dopo circa sedici chilometri, tra sinuose insenature che si dipanano nei territori di Frisa, Lanciano, Treglio e San Vito, sfocia a ridosso del porto di San Vito. Raccoglie alcuni piccoli affluenti. La necessità di un “contratto”, o d’impegno, tra i comuni attraversati nasce da una triste constatazione: il Feltrino, secondo un monitoraggio della Regione, è considerato il fiume più inquinato dell’Abruzzo. Elevati sono l’inquinamento batterico e chimico. Il dito è puntato nell’insufficienza e scarsa funzionalità dei depuratori.
Non è di molti giorni fa, un’ultima ordinanza di divieto “per la pesca, l’abbeveraggio di animali e per l’utilizzo a fine irriguo di prodotti ortofrutticoli” a causa della presenza della salmonella su campione di acqua superficiale del Feltrino in località Marina di San Vito.
Il Centro di scienze ambientali del Mario Negri Sud ha condotto dal 2000 studi approfonditi sul bacino del fiume Feltrino rilevando sempre una situazione di pesante inquinamento delle acque e di degrado diffuso sull’intero bacino orografico.
I problemi principali del Feltrino sono: insufficienza dei sistemi fognari e depurativi, malfunzionamento dei depuratori, usura e malfunzionamento del sistema fognario, presenza scarichi diretti, eccessivo sfruttamento delle acque per attività produttive; rischio idrogeologico. Le linee guida tra i sindaci prevedono: una fase di preparazione, sei mesi; una di attivazione, 18 mesi; una di attuazione, 36 mesi; una di consolidamento. Tutta la fase preliminare, che porterà alla stesura del Contratto di Fiume vero e proprio, avrà un costo di 100mila euro. La speranza è che tutto ciò non rimanga solo una bella firma dei sindaci su un pezzo di carta.
Matteo Del Nobile
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