Intesa sui vigili, D’Alessandro: un atto vago

6 Novembre 2014

Votato a maggioranza, due consiglieri dicono: un documento che non produrrà alcun effetto

VASTO. Assunzione di tre nuove unità con proroga del personale a tempo determinato (vigili stagionali), reperibilità, miglioramento del servizio, maggiori controlli sul territorio ma neanche un accenno alla controversa figura del dirigente amministrativo, una delle questioni centrali della vertenza aperta tra amministrazione comunale e polizia municipale. Nel lungo ed articolato ordine del giorno approvato dall’assemblea civica con i voti della maggioranza e della opposizione (contrari solo Davide D’Alessandro e Nicola Del Prete), non trova spazio uno dei problemi sollevati a più riprese dai vigili urbani e dal Diccap, il sindacato che raggruppa la maggior parte del personale in divisa, unica organizzazione presente l’altro giorno in aula, nonostante l’invito fosse stato allargato anche alle altre sigle. Un documento giudicato “positivo” da Antonio Del Casale, consigliere comunale del Pd, definito “equilibrato” da Massimo Desiati, capogruppo consiliare di Progetto per Vasto, ma che D’Alessandro non ha esitato a definire “un compromesso al ribasso” . Insomma, pareri diversi su un deliberato che rappresenta solo un atto di indirizzo politico dell’assise civica al sindaco Luciano Lapenna e alla giunta.

«Al momento preferisco non commentare il documento», taglia corto il tenente Antonio Di Lena del Diccap, «prendo atto dello sforzo fatto dal consiglio comunale, ma resto in attesa di atti concreti, fermo restando che il tema della legalità è ineludibile».

Si sbilancia Desiati: «L’ordine del giorno presentato dall’opposizione è stato recepito nei suoi contenuti in un documento votato alla quasi unanimità», afferma, «credo sia stato fatto un buon lavoro al fine di rilanciare l’attività della polizia municipale, per il controllo del territorio ed il servizio alla comunità vastese». Non la pensa così D’Alessandro. «Questo documento ha il profumo di un compromesso al ribasso», attacca il consigliere indipendente, «di parole dette e non dette, limate e smozzicate, depotenziate del loro vero valore. Un profumo intenso di nullità, di documento vago, generico, che non produrrà alcun effetto. Mille parole per non dirne una che sia incisiva e risolutiva, che impegni davvero il sindaco ad assumersi le sue responsabilità su un rapporto fallimentare con il corpo di polizia municipale, un rapporto che, non a caso, ha condotto i vigili a una vibrante protesta sotto le finestre del Comune per chiedere il ripristino della legalità. C’è chi ha persino sostenuto che, dopo l’approvazione di questo documento, Lapenna sarebbe andato su tutte le furie, arrabbiato con la sua maggioranza. Lapenna arrabbiato? L’ha scritto lui, il documento. L’hanno votato 18 persone. Ma non lui. Lui era a Roma».

Anna Bontempo

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