Intossicati 27 giovani scout in montagna

17 Luglio 2023

Sono pescaresi tra 11 e 15 anni. Tra le possibili cause: un’anguria andata a male o l’acqua contaminata di una fontana

CASTIGLIONE MESSER MARINO. Un’anguria andata a male o l’acqua contaminata di una fontanella. Ecco cosa potrebbe nascondersi dietro l’intossicazione di 27 scout del gruppo Pescara 4 che hanno partecipato a un campo estivo a Castiglione Messer Marino, in località Santa Maria del Monte: i ragazzini, tra gli 11 e i 15 anni, residenti fra il capoluogo adriatico e Montesilvano, sono finiti in ospedale. Le loro condizioni non sono gravi, tant’è che sono stati dimessi già ieri sera. Il sindaco Silvana Di Palma ha firmato l’ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua nella località in cui i giovani hanno accusato i malori.
LA RICOSTRUZIONE
Il gruppo scout con sede nella parrocchia della Visitazione della Beata Vergine Maria, in via Carlo Alberto dalla Chiesa, a Pescara, arriva venerdì nella località montana dell’Alto Vastese: i ragazzi sono accompagnati da quattro adulti. Il campo base è a una cinquantina di metri da una struttura ricettiva. Il gruppo ha con sé cibo in scatola, alimenti congelati e frutta. I ragazzi cominciano ad accusare i primi sintomi di intossicazione, ovvero vomito e diarrea, sabato sera.
L’ALLARME E I SOCCORSI
Ieri mattina, due degli accompagnatori decidono di andare in paese per chiedere aiuto alla guardia medica. Sono le 8,48 quando arriva la prima chiamata al 118. In quel momento, sono in servizio gli infermieri Christian Cellucci, Francesco D’Orazio, Novella Antinucci, Luciano Marcucci e Marco Assetta. Dopo un rapido briefing tra gli operatori di centrale, scattano le procedure per intervenire il più velocemente possibile in montagna. In modo precauzionale si alza l’elicottero di stanza a Pescara, mentre sul posto si precipitano le ambulanze delle postazioni di Castiglione Messer Marino e di Villa Santa Maria. Sul posto arrivano anche i carabinieri della stazione di Archi, coordinati dalla compagnia di Atessa, guidata dal capitano Alfonso Venturi. Nel frattempo, vengono avvisati il direttore del 118 Adamo Mancinelli e il coordinatore Michele Cozza per organizzare il trasporto in sicurezza dei ragazzi, anche con l’aiuto dei pulmini della protezione civile Valtrigno: 12 finiscono all’ospedale Renzetti di Lanciano, mentre i restanti al San Pio di Vasto. Il sospetto è che l’intossicazione alimentare sia dovuta alla cattiva conservazione di un’anguria. «Chi non l’ha mangiata», raccontano gli scout, «non si è sentito male». A Castiglione arriva anche il personale della Asl Lanciano Vasto Chieti per prelevare e sottoporre ad analisi sia i campioni di cibo che dell’acqua.
IL SINDACO
«Nei giorni scorsi», spiega il sindaco Di Palma, «era stato ospitato un gruppo scout di Lanciano. Alcuni ragazzi avevano accusato malori e, in collaborazione con la Sasi (Società abruzzese per il servizio idrico integrato), abbiamo deciso di vietare l’uso dell’acqua delle fontanelle ed eseguire accurati controlli. È stato quindi affisso un cartello per indicare che quell’acqua non è potabile e abbiamo avvisato gli scout di Pescara, portando loro 30 bottiglie di acqua al giorno. Al momento non si può affermare con certezza quale sia la causa dei malesseri. I risultati delle analisi sull’acqua arriveranno martedì (domani per chi legge, ndr). Il malore potrebbe derivare dalla cattiva conservazione della frutta, anguria in particolare». «I ragazzi stanno tutti bene», rassicura don Cristiano Marcucci, parroco della chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria.
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