Invalidità ridotta sulla sordità Il giudice boccia l’Inail

30 Novembre 2018

VASTO. Sordità professionale: non si guarisce, né si migliora. Quindi il grado di invalidità è intangibile. A stabilirlo è una sentenza del giudice del lavoro di Vasto, Silvia Lubrano, che ha...

VASTO. Sordità professionale: non si guarisce, né si migliora. Quindi il grado di invalidità è intangibile. A stabilirlo è una sentenza del giudice del lavoro di Vasto, Silvia Lubrano, che ha rigettato l’ipotesi dell’Inail secondo la quale un operaio al quale era stata riconosciuta la sordità professionale era poi migliorato. Ad un operaio di uno stabilimento di San Salvo, C.P., affetto da sordità professionale riconosciuta nel 2005, l’Inail nel 2015, dopo un controllo riduce l’invalidità dal 58% al 21% sostenendo che è notevolmente migliorato.Con l’invalidità riduce anche la relativa rendita per 3/4. Il lavoratore a quel punto si affida all’avvocato Fabio Giangiacomo (nella foto), dell’Inca Cgil, e presenta un ricorso in tribunale. Il ricorso si basa sul principio che la malattia professionale è irreversibile. «In teoria», afferma Giangiacomo, «anche una grave patologia oncologica può migliorare mentre l’ipoacusia professionale (sordità) con lesione cocleare è irreversibile. Non regredisce». Il giudice, ritenendo valida la «inalterata situazione medico legale dell’ex operaio», ha confermato l’invalidità del primo giudizio al 58% con ripristino della rendita Inail a partire dalla revoca. (p.c.)
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