Invasione di cinghiali, gruppo di protesta

Troppi incidenti a causa degli ungulati: in centinaia si radunano sui social e chiedono strade sicure
VASTO . È nato due giorni fa e alle 17 di ieri contava già 397 membri. Si chiama "Emergenza cinghiali Vasto Lanciano e dintorni", il nuovo gruppo è nato su Facebook per contrastare con immagini e testimonianze il moltiplicarsi di ungulati in città, le situazioni a rischio, gli incidenti.
T.A. è uscita da casa alle 9,15 ieri mattina e si è trovata davanti un grosso cinghiale. F.F. ha incontrato i cinghiali all'uscita del casello Vasto nord, bivio di Scerni. Sempre a Scerni , i cinghiali si sono spinti fino alla piazza centrale. Alcuni lavoratori pendolari che da Vasto raggiungono la Val di Sangro non hanno potuto evitare l'impatto sulla Provinciale in località San Lorenzo.
Il bollettino delle ultime ore parla chiaro. È assolutamente necessario trovare una soluzione. Sono migliaia le visualizzazioni e le condivisioni dei video che raccontano la presenza dei cinghiali nel tessuto urbano e sulle strade della periferia. E poi un lungo elenco di incidenti ed episodi preoccupanti. Il gruppo confida che denunciando pubblicamente quello che accade, l'emergenza arrivi a Montecitorio.
«È necessaria l’applicazione di progetti di contenimento», insiste a nome delle vittime, Mike Trophino, amministratore del gruppo. «L'abbattimento dev'essere l'ultima spiaggia. Chiederemo soluzioni e strumenti per contrastare il fenomeno. Lotteremo insieme alle associazioni e alle istituzioni».
«Cercheremo», aggiunge un altro iscritto, «soluzioni da sottoporre alle autorità di riferimento per sanare una situazione difficile».
Tantissimi i video arrivati e pubblicati nelle ultime ore, da Pollutri, Scerni, Casalbordino. Come detto l'obiettivo è far parlare questa volta le immagini.
Solo pochi giorni fa un automobilista di Torino di Sangro ha vinto una causa contro la Regione. Di recente anche la Corte d'appello dell'Aquila ha ribadito che i danni provocati dai cinghiali vanno risarciti dalla Regione. I giudici aquilani nella motivazione della sentenza hanno sottolineato la negligenza della Regione nell’espletamento dei propri compiti di controllo e prevenzione, necessari a fronte del ripetersi di incidenti stradali e sinistri causati dagli ungulati. Anche alla Regione dunque converrebbe trovare una soluzione. (p.c.)
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