Investì un anziano sulle strisce e la madre lo coprì: denunciati

24 Gennaio 2022

La donna si prese tutta la colpa dopo il gravissimo incidente: «Ero io al volante dell’automobile» Ma i carabinieri, a distanza di sette mesi, scoprono che alla guida della Suzuki c’era il figlio 19enne

CHIETI. Ha cercato di coprire il figlio che aveva travolto un anziano di 79 anni sulle strisce pedonali, in via Colonnetta a Chieti Scalo, ferendolo gravemente. Si è presa tutta la colpa anche davanti ai carabinieri: «Ero io alla guida della macchina», ha ripetuto all’infinito. Ma, a distanza di oltre sette mesi, la verità è venuta a galla: la donna, una 57enne di Alanno, e il giovane di 19 anni sono stati denunciati dai militari del Radiomobile di Chieti. Lei deve rispondere di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, mentre lui è accusato di sostituzione di persona e lesioni stradali gravissime.
Per riepilogare la vicenda bisogna tornare indietro allo scorso 9 giugno. Intorno alle otto del mattino, all’altezza del bar Scalo24 e di via Scaraviglia, il pensionato viene preso in pieno da una Suzuki Ignis, contrassegnata dall’adesivo “P” di principiante. Il pedone prima impatta contro il cofano dell’auto, poi cade a terra. Sull’asfalto rimangono la busta della spesa e le ciliegie che l’anziano ha appena comprato. Sul posto arrivano l’ambulanza del 118 e i carabinieri. «Non l’ho visto, me lo sono trovato davanti all’improvviso», dice la donna. Con lei c’è anche il figlio, che il giorno dopo deve sostenere l’esame di guida per prendere la patente: «Io mi trovavo in auto come passeggero», conferma. Almeno all’inizio, le condizioni del paziente appaiono serie ma non tali da essere in pericolo di vita imminente. L’anziano, infatti, resta vigile e risponde alle domande dei soccorritori. Trasportato in codice rosso all’ospedale Santissima Annunziata, il quadro clinico del 79enne precipita con il passare delle ore: gli esami in pronto soccorso evidenziano gravi traumi alla testa, al torace e all’addome, oltre che una serie di fratture. A questo punto, i medici decidono di trasferirlo nella Rianimazione di Pescara.
Il resto è storia recente. Le indagini dei carabinieri vanno avanti e, attraverso le testimonianze, emerge una verità diversa rispetto a quella raccontata da madre e figlio: alla guida c’era lui, mentre la donna era la passeggera. L’anziano è tuttora ricoverato in prognosi riservata.
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