«Io assalito in giardino, ora ho il terrore»

1 Ottobre 2017

Il racconto del 41enne di Treglio travolto da un esemplare di cento chili: ferito a gamba, polso e spalla

TREGLIO. Era a pochi passi dalla porta di casa, dopo aver parcheggiato l’auto accanto a quella della moglie, quando all’improvviso è stato letteralmente investito da un cinghiale. È costata 15 giorni di prognosi, un ginocchio ingessato a causa di una distorsione ed escoriazioni a polso e spalla, la disavventura capitata giovedì scorso a Luigi Del Bello, meccanico 41enne. L’incontro ravvicinato con l’animale, un esemplare di circa 100 chili, è stato violento tanto che l’uomo è stato scaraventato a terra e non ha potuto rialzarsi senza l’aiuto dei familiari che lo hanno immediatamente accompagnato al Pronto soccorso. «Ero appena uscito dall’auto e avevo parcheggiato proprio di fianco alla macchina di mia moglie», racconta, «il cinghiale, probabilmente molto spaventato, si era infilato tra le due macchine e tentava la fuga, solo che nel mezzo ha trovato me». Del Bello è di corporatura robusta e “allenato” ai placcaggi dato che è atleta di una squadra amatoriale di football americano: «Non so cosa sarebbe potuto accadere se al mio posto ci fosse stata mia moglie o, peggio, mio figlio di due anni. È una eventualità a cui non voglio nemmeno pensare». Di certo ha rischiato grosso anche lui dato che il forte impatto e la conseguente caduta avrebbero potuto procurargli altre fratture. I Del Bello non sono nuovi alle incursioni dei cinghiali. «Viviamo in una villetta in campagna su via San Giorgio», racconta il malcapitato, «e la nostra casa ha un cortile esterno con recinzione a cui però manca il cancello. Diverse volte abbiamo notato cinghiali gironzolare intorno alla nostra proprietà o lungo la strada, ma quando sentivano i rumori scappavano, solo che questa volta non è stato così». E fortuna ha voluto che ci fosse un solo animale nel cortile che si era attardato a gironzolare forse alla ricerca di cibo e acqua. «Non abbiamo un orto», prosegue l’uomo, «probabilmente il cinghiale è stato attirato dal nostro albero di noci». I Del Bello sono intenzionati a sporgere denuncia e hanno già interessato l’Avas (associazione vittime di animali selvatici). «A parte il danno ricevuto e la sosta forzata di 15 giorni e altri accertamenti ai legamenti», conclude Luigi Del Bello, «non vogliamo convivere con il pericolo».
Daria De Laurentiis
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