«Io medico con il... mal d’Africa»
Parla la dottoressa Marino che questa sera parte per l’Etiopia per curare i bimbi
CHIETI. La dottoressa giramondo riparte per la sua amata Africa. 32 anni, nata e cresciuta a Chieti ma cosmopolita per vocazione, Raffaella Marino sale questa sera sull'aereo che la porterà a Wolisso, in Etiopia, dove resterà sei mesi con un progetto del Cuamm, una tra le maggiori organizzazioni non governative sanitarie. Laurea in Medicina alla D'Annunzio e specializzazione in corso al Regina Margherita di Torino, Raffaella va in Africa per curare i bambini. Il “mal d’Africa” lo ha contratto attraverso due soggiorni africani, uno in Tanzania e l’altro proprio a Wolisso, dove ha scoperto anche l’altra passione della sua vita, quella per la pediatria. «Ho sempre avuto un po' la propensione per lavorare con i bambini, ma ho scoperto proprio a Wolisso cosa significa stare in sala parto. In quella occasione, infatti, ho avuto la fortuna di poter lavorare con ostetriche molto esperte che mi hanno dato la possibilità, nonostante fossi ancora una studentessa, di occuparmi di un bambino che stava nascendo. È un turbinio di emozioni, fatto di gioia e senso di inadeguatezza». L’Africa, invece, ha cominciato a sognarla nel corso di un altro viaggio, sempre per motivi di studio. «A New York. ho incontrato un medico della Tanzania che mi ha spiegato cosa significa lavorare lì». Partire è facile per la dottoressa teatina, che è appena tornata da un altro viaggio, questa volta solo per motivi di piacere, in Nepal. «L’Africa mi è rimasta nel cuore. È vero che c’è molta povertà, ma quel poco che hanno le persone te lo danno tutto senza chiederti nulla in cambio. E per me questo è un regalo grandissimo. Perciò a chi mi chiede perché vado in Africa, rispondo che non lo faccio per aiutare gli altri ma semplicemente per me. Ho bisogno di tutto questo. Il mio viaggio è puro egoismo personale. Non credo tanto di poter fare la differenza andando lì, ma sicuramente questo viaggio farà la differenza per la mia vita». Sei mesi sono tanti, ma Raffaella sa già che voleranno. «Perché lì si è travolti. E questo ti aiuta anche a spogliarti di tanti fronzoli. Infatti preparare la valigia, oltre a essere bellissimo, è anche facile, perché non ti serve molto. Soprattutto per me che amo vivere in jeans e maglietta». L’unica paura della dottoressa è «il non sapere accettare i miei limiti di fronte alle situazioni che capiteranno. Mi è già capitato e purtroppo so già che vedrò morire tanti bambini e tante mamme. E dovrò accettarlo».
Arianna Iannotti

