Iper chiusi nei festivi, l’idea piace

22 Aprile 2020

Niente aperture il 25 aprile e il 1° maggio. I sindacati chiedono un regolamento 

LANCIANO. È il Covid-19 ad avere chiuso i centri commerciali la domenica. E anche per le festività del 25 aprile e del 1° maggio. Insomma, quello che il dibattito a livello politico ed economico stava portando avanti da tempo, ossia l’apertura o meno, 7 giorni su 7, dei grandi e piccoli negozi, è stato messo a tacere dal coronavirus. Sono infatti chiusi i due centri commerciali di Lanciano, “La Fontana“ e “Centro commerciale Lanciano” la domenica, e lo saranno, come già annunciato ai clienti, anche sabato 25 aprile e il 1° maggio. Centri che non sono solo supermercati perché entrambi hanno all’interno ad esempio ottici e negozi per bambini, che l’ultimo decreto ministeriale ha riaperto.
Ad ogni modo la chiusura domenicale è una decisione che di certo divide lavoratori, consumatori, sindacati e associazioni di categoria. A leggere i post scritti sotto l’avviso delle chiusure ci sono molti clienti e dipendenti entusiasti di questa decisione che sperano possa continuare dopo l’emergenza. «I centri dovrebbero essere chiusi tutte le domeniche», scrivono alcuni; «il Covid dimostra che potrebbero essere chiusi la domenica per sempre», aggiungono altri, «anche Dio ha fatto 6 giorni lavorativi e uno di riposo!», «Ci può dedicare di più alla famiglia».
Non è un discorso così semplice e spesso cambia in base a chi pone le domande. «Confesercenti per anni ha seguito la battaglia di “Libera la domenica”», dice Viviana Natale, direttrice Confesercenti Lanciano, «ora la posizione è quella di regolamentare le domeniche. Sì alle aperture, ma non tutte le domeniche e i festivi soprattutto perché i piccoli negozi, che sono anche nei centri commerciali, non potrebbero reggere il ritmo, restare sempre aperti. Bisogna regolamentate le aperture domenicali della grande distribuzione, della piccola e soprattutto quello dell’online che proprio con il Covid-19 ha dimostrato la sua supremazia, triplicando il fatturato».
Sì alle regolamentazioni anche per Rocco Finardi di Ascom: «C'è stata finora una concorrenza sleale dei grandi negozi e dell’on line a discapito dei piccoli. Bisogna avere norme uguali per tutti soprattutto per le aperture nei giorni festivi. Il “piccolo” ora può essere una risorsa, non deve scomparire». Regole certe per Confcommercio che da sempre evidenzia l’importanza dei negozi di vicinato da cui si dovrà ripartire.
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