Ipotesi fondazione: ai privati il 10% della d’Annunzio

8 Marzo 2019

Per l’università d’Annunzio potrebbe essere una svolta da non sottovalutare. E il rettore Sergio Caputi non ha intenzione di farlo: così si è dato un anno di tempo per valutare in maniera condivisa...

Per l’università d’Annunzio potrebbe essere una svolta da non sottovalutare. E il rettore Sergio Caputi non ha intenzione di farlo: così si è dato un anno di tempo per valutare in maniera condivisa la possibilità di trasformare l’ateneo in una fondazione. Ma con una condizione imprescindibile: che ai privati vada più del 10%. A rendere possibile la trasformazione è l’articolo 16 della legge 133 del 2008. Da almeno 20 anni, infatti, si auspica una reale apertura delle università al territorio e questa legge lo permette. «Per ora», spiega Caputi, affiancato dal dg Giovanni Cucullo, «è solo una ipotesi che stiamo vagliando. Siamo solo all’inizio e sarà un processo condiviso. A una prima lettura sembra che questa legge possa servire a snellire le procedure burocratiche della macchina amministrativa. In particolare pare che si possa utilizzare i fondi pubblici, provenienti dallo Stato, con modalità della pubblica amministrazione e i proventi esterni, derivanti dalle tante attività poste in essere dalla nostra università, con modalità più vicine al regime privatistico». È questa la novità che stuzzica la curiosità di rettore e dg, perché in questa maniera l’ateneo diverrebbe molto più competitivo. La d’Annunzio infatti, grazie alle attività svolte, ai progetti e alla ricerca, riesce ad attirare una grande quota di fondi esterni, non pubblici, che vorrebbe poter utilizzare con regole meno ingessate delle attuali. Caputi fissa però dei paletti: docenti e dipendenti devono rimanere sotto il regime pubblico (e dunque per loro non cambierebbe nulla), stessa cosa per i concorsi per docenti e amministrativi. Mentre in regime privatistico si potrebbero effettuare nuove assunzioni di personale che attualmente l’ateneo non può assumere: si tratterebbe di 200 nuovi posti di lavoro in più. E intanto la deputata 5 Stelle Daniela Torto ha annunciato una interrogazione sul caso, che però al momento non pare esistere, visto che per ora è solo un’ipotesi di lavoro.(a.i.)