Irruzione alla festa e bigliettini sull’auto: così lo stalker perseguitava l’ex compagna

CHIETI. I pedinamenti anche sul posto di lavoro e i bigliettini lasciati sul parabrezza dell’auto, l’irruzione alla festa di compleanno e le telefonate a raffica. Così un ortonese di 48 anni...
CHIETI. I pedinamenti anche sul posto di lavoro e i bigliettini lasciati sul parabrezza dell’auto, l’irruzione alla festa di compleanno e le telefonate a raffica. Così un ortonese di 48 anni perseguitava la ex compagna. Ora dovrà rimanere ad almeno 300 metri di distanza dalla vittima e da sua figlia e ha il divieto di comunicare con loro in ogni modo, compresi i social network. L’ordinanza è stata firmata dal giudice Luca De Ninis, su richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo, dopo le indagini dei carabinieri della stazione di Chieti Principale. I fatti sono avvenuti a Torrevecchia Teatina.
le PERSECUZIONI
La vittima, anche lei quarantottenne, ha riferito di aver interrotto a ottobre 2023 la relazione sentimentale con l’indagato, durata cinque anni. L’uomo, tuttavia, non ha accettato la decisione della donna e ha iniziato a seguirla, facendosi trovare sotto a casa e sul luogo di lavoro di quest’ultima. L’ha pedinata in auto e, in due occasioni, le ha lasciato alcuni bigliettini sul parabrezza e sotto la porta dell’appartamento. Lo stalker, quando si è presentato davanti all’abitazione della ex, l’ha invitata a dargli un’altra possibilità per tornare insieme. Non solo: ha contattato la figlia di lei, nata da una precedente relazione, e le ha detto che non si sarebbe mai arreso e che avrebbe riconquistato la madre perché sarebbe cambiato.
IL RAID Al compleanno
Non è finita qui: il quarantottenne ha telefonato alla donna comunicandole che era sotto casa e non sarebbe andato via se non le avesse restituito tutti i regali che nel corso della loro storia le aveva fatto. Nel giorno del compleanno della figlia della ex, ha fatto irruzione alla festa, rifiutandosi di uscire dall’abitazione sebbene invitato dalla ragazza a farlo perché non gradito. Ne è nata una colluttazione, nel corso della quale lui ha strappato la catenina indossata dalla minore, fino a che lei non è riuscita a chiuderlo fuori.
URLA E MINACCE
La sera della vigilia di Natale lo stalker si è nuovamente recato nei pressi dell’abitazione della donna, pretendendo con le urla di farsi aprire per parlarle e lamentandosi per le precedenti mancate risposte al telefono. Nella circostanza, la ragazzina, impaurita, ha telefonato ai carabinieri. E l’indomani l’indagato ha contattato nuovamente la donna, dicendole che la figlia era un demonio e minacciandola di ritorsioni («Ti faccio vedere io»).
LA DENUNCIA
La quarantottenne ha dunque deciso di denunciare tutto davanti ai militari dell’Arma, raccontando di essere spaventata dal comportamento tenuto dall’uomo e di temere non solo per la propria persona ma anche per la figlia, visto che l’indagato la ritiene responsabile della fine della loro relazione. Secondo il giudice, sono evidenti i gravi indizi di colpevolezza: «Attendibili devono considerarsi le dichiarazioni della persona offesa, alla luce della loro coerenza e spontaneità e dei riscontri costituiti dalle informazioni di sua figlia».
L’INTERROGATORIO
L’indagato, difeso dall’avvocato Paolo Serafini, è stato interrogato ieri dal giudice De Ninis e ha fornito la sua versione dei fatti, respingendo parte delle accuse e contestando la ricostruzione fatta dalla vittima. (g.let.)
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