«Isolati da otto giorni nel Rifugio Pomilio»

Nessuno pulisce la strada: il gestore D’Emilio chiede aiuto
RAPINO. Nella “terra di nessuno”, a 1.888 metri di altitudine, succede che tre chilometri di strada restino coperti da cumuli di tre metri di neve e che una famiglia di quattro persone sia isolata da 8 giorni senza che nessuno se ne curi. Ma nella “terra di nessuno” accade pure che un rifugio montano rimesso a nuovo da qualche anno e pronto ad accogliere i turisti che vogliono godersi le bellezze di questa parte in quota dell’Abruzzo orientale, resti scollegato dal resto del mondo proprio perché non ci sono strade percorribili e che consentano di raggiungerlo. I conti, però, tornano: col termine “terra di nessuno”, nella Grande guerra veniva descritta l’area tra due trincee nemiche in cui nessuna voleva muoversi apertamente per paura di essere attaccata dal nemico durante l’azione. E proprio a poca distanza da qui c’è il Blockhaus, che significa “casa di roccia”, nome usato per chiamare i fortini militari che l’esercito italiano costruì come avamposto per contrastare il brigantaggio post-unitario che si diffuse anche da queste parti. Ma oggi il nemico numero uno nella “terra di nessuno” non imbraccia fucili nè indossa elmetti: è invece lo scaricabarile tra enti pubblici che si rilanciano la responsabilità su chi debba intervenire per sgomberare dalla neve quei tre chilometri di strada. «Dal 4 gennaio siamo bloccati qui io, mia moglie, mio figlio e un ragazzo che ci dà una mano», spiega Roberto D’Emilio, gestore del Rifugio Pomilio, struttura di proprietà del Club alpino di Chieti, «se succede qualcosa, che cosa facciamo? Il Parco della Maiella sostiene di non poter intervenire sulla strada, la Provincia di Chieti dice altrettanto, la Regione non si esprime, il Comune di Rapino ci dà una mano in questa battaglia ma non ha mezzi meccanici per intervenire. Abbiamo fatto una promozione su facebook per raccogliere fondi per l’acquisto di un gatto delle nevi, in modo da poter portare turisti da Mamma Rosa. Eppure qui c’è salito il mondo intero, abbiamo registri pieni di firme con ottime recensioni su ristorazione, servizi e camere, ma tutti se ne fregano». Il Pomilio ha 25 posti letto, 7 camere da letto e garantisce 90 coperti. «Abbiamo speso 270mila euro per rimettere a posto e in sicurezza il Rifugio», riprende D’Emilio, «ma qui giocano sulla nostra pelle e le istituzioni se ne fregano. Nemmeno una telefonata per sapere se siamo vivi. Ma le tasse le paghiamo lo stesso e ogni giorno ci sono spese da sostenere. Lo scorso anno per pulire la strada abbiamo speso 15mila per una turbina giunta da Roccaraso. Eppure i turisti ci chiamano perché vorrebbero venire: ma come li facciamo arrivare?».
CHIUSE SCUOLE E CIMITERO. Scuole chiuse oggi a Chieti: il sindaco Umberto Di Primio decide in queste ore per domani vista la presenza di ghiaccio su alcune strade. A causa della rottura dell’acquedotto, è stata sospesa l’erogazione idrica in strada Storta, strada Belvedere, strada Mucci, San Martino, via Solferino, via Dei Mille, Fosso Paradiso e contrada Vracone dalle 22 di ieri alle 6 di stamattina.Prorogata anche la chiusura del cimitero per oggi e domani, mentre il mercato di domani è stato sospeso.
VIA FOSSO PARADISO. Proteste arrivano da via Fosso Paradiso per il tardivo intervento dei mezzi spargisale. «Qualcosa ho fatto io», racconta il residente Lucio Iannetti, «mi chiedo: il Comune col sale che cosa ci fa? Ci condisce pasta e insalata? Lo spazzaneve è passato a malapena ma ho dovuto chiamare quattro volte al telefono per vedere un mezzo tra il 6 e il 7 gennaio. Alcuni residenti sono stati costretti a restarsene a casa. Tra l’altro in questa zona ci sono anche i tubi della Bonifica che sono saltati». Sempre a Chieti ieri altra giornata di multe e rimozioni forzate da parte della polizia municipale per le auto in sosta vietata. Filippone, via Salomone e via San Camillo le strade delle infrazioni. «Quando nevica alcuni comportamenti si possono tollerare», dice il vicecomandante dei vigilu urbani, Fabio Primiterra, «ma ora no. Controlli e rimozioni continueranno».

