Ispettore del lavoro aggredito in un cantiere

7 Settembre 2016

Celenza sul Trigno, il funzionario eseguiva le verifiche scattando anche foto Un dipendente dell’azienda lo ha picchiato e ha gettato a terra la macchinetta

CELENZA SUL TRIGNO. Colpito al volto e ad un piede, strattonato e danneggiato. È finito al pronto soccorso un ispettore del lavoro di Chieti aggredito venerdì scorso a Celenza sul Trigno da un dipendente dell’azienda durante un’ispezione in un cantiere edile. «Il mio collega insieme ad un altro ispettore stava facendo delle verifiche e ha deciso di utilizzare anche la macchina fotografica per documentare alcune inadempienze», racconta il segretario generale della Cisl Funzione pubblica, Vincenzo Traniello. «Mentre scattava le foto è stato avvicinato da un operaio che lo ha invitato a seguirlo in un ufficio. Una volta dentro il locale, il lavoratore ha afferrato un compressore e lo ha lanciato addosso all’ispettore. Lui si è scansato, ma è stato comunque colpito ad un piede. Non contento l’energumeno ha schiaffeggiato l’ispettore e, dopo avergli strappato dalle mani la macchina fotografica, l’ha scagliata per terra. Le urla del mio collega hanno richiamato l’attenzione di altre persone. L’aggressore è stato bloccato e l’ispettore condotto al pronto soccorso. Dopo le medicazioni ha avuto una prognosi di otto giorni», racconta Traniello, che riferendosi allo sgradevole episodio ha denunciato l’ennesimo atto intimidatorio e violento nei confronti degli ispettori delle Direzioni territoriali del lavoro abruzzesi. «Quello di venerdì è solo l’ultimo episodio accaduto. Il collega ispettore è stato aggredito mentre faceva il proprio dovere da un dipendente dell’azienda oggetto dell’accertamento ed ha riportato diverse lesioni. Non è giusto. L’episodio di violenza nei confronti di chi quotidianamente assolve il proprio dovere, garantendo che nei cantieri e nei luoghi di lavoro siano rispettate le norme di igiene e sicurezza a tutela dei lavoratori, è oltremodo oltraggioso, in quanto ai colleghi ispettori non viene garantita l’incolumità fisica nello svolgimento delle proprie funzioni», annota la Cisl-Fp. Il sindacato ritiene che il ministero del Lavoro e il direttore generale dell’Ispettorato nazionale debbano immediatamente denunciare gli atti intimidatori e coinvolgere le forze dell’ordine nelle visite di accertamento ispettive. «Le istituzioni sono latitanti di fronte a questo ennesimo episodio di aggressione nei confronti di un dipendete pubblico», accusa la Cisl-Fp, auspicando che i prefetti delle province abruzzesi coordinino insieme alle forze dell’ordine interventi di prevenzione e di repressione di fenomeni illeciti che mettono in pericolo la vita e ledono la dignità dei lavoratori».

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