Ispezione nelle mense scolastiche «Tutto ok, ma cambiamo i menù»

Blitz a sorpresa dell’assessore Palmieri nelle cucine della primaria di Marcianese e in altri refettori «Allarmi smentiti, solo ordine e pulizia. Chiedo alla Asl dei cambi per accontentare i gusti degli alunni»
LANCIANO. Un blitz a sorpresa nelle cucine della scuola primaria di Marcianese e in altri refettori scolastici è stato effettuato nei giorni scorsi dall'assessore all'istruzione, Angelo Palmieri, accompagnato da una responsabile del settore a seguito di alcune segnalazioni provenienti dai genitori dei bambini che usufruiscono del servizio mensa. Le segnalazioni erano allarmanti, come scarsa igiene e cibi che parevano alterati, ad esempio il prosciutto cotto che sembrava, al tatto, "lucido", come se fosse scaduto. Ma nulla è emerso dall'ispezione dell'assessorato.
«Nessuno sapeva della mia visita», spiega Palmieri, «e mi sono presentato davvero a sorpresa. Ho trovato tutto perfettamente in ordine, i cibi inscatolati correttamente, tutte le date di scadenza rispettate, le preparazioni e le cucine in ordine e le cuoche con vestiti e accessori adatti a garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie come guanti e copricapo. Evidentemente», precisa ancora l'assessore, «si è trattato di qualche incomprensione da parte dei bambini, ad esempio mi diceva una maestra che i filamenti delle verdure erano stati scambiati da qualcuno per capelli, ma non era affatto così. Resta il fatto che vigiliamo e vigileremo anche in futuro sulla qualità dei cibi somministrati nelle nostre scuole».
Allarme rientrato resta però il “problema”, almeno per alcune scuole, soprattutto quelle dell'infanzia, del menù pianificato. Nella scheda mensile si leggono pasti come risotto al pesto di broccoli, passati di verdure e minestroni che vengono serviti con penne rigate; mezze penne al pesto di scarola e cereali come orzo e farro che spesso non vengono nemmeno toccati dai bambini dai 3 ai 5 anni. E un motivo di forte preoccupazione per le maestre riguarda la distribuzione delle fatidiche ciliegine di mozzarella. «Non facciamo in tempo a tagliarle», spiega una insegnante, «e cerchiamo di farlo il più in fretta possibile perché per conformazione e consistenza questi bocconcini sono tra le prime cause di soffocamento. Inoltre, fermo restando una dieta variegata, chiediamo che si forniscano più cibi semplici e adatti ai bambini, come pasta al pomodoro che, difatti, non viene mai rimandata indietro». «Ci atteniamo rigorosamente alle direttive della Asl», spiega Nico Alberico, titolare della Labor che avrà il contratto di proroga fino a marzo in attesa del bando regionale, «e non ci discostiamo nemmeno dalla grammatura del sale o formato della pasta. Le materie prime sono sempre più care ed è un danno anche per noi se dobbiamo buttare una grande quantità di cibo che non viene mangiato». «Cercherò di farmi portavoce con la Asl di un cambio di menù in risposta alle esigenze e ai gusti dei bambini pur restando fedeli alla stagionalità dei prodotti», promette l'assessore Palmieri, «lo spreco di cibo e di denaro vanno evitati».
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