Istanza del Comune in tribunale: «Teateservizi ci deve 2 milioni»

Presentata la domanda di “insinuazione al passivo”: ora bisogna verificare se le somme sono dovute Intanto il municipio aprirà un ufficio per le variazioni della posizione contributiva dei cittadini
CHIETI. Il Comune ha presentato domanda di insinuazione al fallimento della propria partecipata, Teateservizi, per un importo di circa due milioni di euro. Ciò significa che l’amministrazione comunale, che l’estate scorsa è stata costretta a dichiarare il dissesto economico e finanziario, ha comunicato al tribunale che vanta un credito con Teateservizi di due milioni di euro. La domanda di insinuazione al passivo è stata fatta nei tempi previsti dal tribunale che successivamente valuterà, insieme al curatore fallimentare, se le somme siano effettivamente dovute e in quale misura potranno essere restituite. La notizia è stata resa nota nel corso della commissione comunale di ieri presieduta dal consigliere Edoardo Raimondi (Liberi a sinistra), che ha visto anche la presenza del sindaco Diego Ferrara, degli assessori Massimo Cassarino e Tiziana Della Penna, e del dirigente agli affari finanziari Franco Rispoli. «Ci è stato risposto che la domanda di insinuazione al passivo è stata presentata venerdì scorso, dunque davvero in extremis», riferisce il consigliere d’opposizione Mario De Lio, «sebbene la riconciliazione debiti-crediti tra il Comune e la società partecipata non sia stata ancora completata e, dunque, al momento sia ancora parziale». È possibile, quindi, che il Comune possa rettificare la propria posizione attraverso una insinuazione tardiva al fallimento.
Su proposta del capogruppo Lega Mario Colantonio, è stata inoltre avanzata la possibilità dell’apertura di uno sportello comunale destinato alla comunicazione da parte degli utenti di variazioni della propria posizione contributiva. «La proposta è stata discussa in commissione», fa sapere il presidente Raimondi, «e alla fine è stata fatta propria dall’intera commissione. Riteniamo che uno sportello temporaneo possa essere molto utile. Si pensi, ad esempio, alle famiglie che hanno dovuto lasciare i loro appartamenti a Santa Maria nelle palazzine sgomberate a causa del dissesto idrogeologico: per loro sicuramente ci saranno variazioni da comunicare. La commissione è stata utile inoltre a chiarire una serie di punti rimasti in sospeso, a cominciare dall’iter per la richiesta dell’esercizio provvisorio, per cui ci è stato riferito che, come richiesto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Acgm) il contratto per la gestione delle riscossioni è stato epurato da quelle parti critiche segnalate dalla stessa Autorità che avevano provocato un ricorso al Tar sulla legittimità della proroga contrattuale».
È stata affrontata anche la problematica dei dati bloccati nel fallimento di Teateservizi, dati necessari al Comune per programmare una gara europea per l’affidamento del servizio e, nelle more della gara, per affidare temporaneamente il servizio di riscossione.
L’assessore Cassarino ha detto in commissione che verrà richiesto lo “scongelamento” della serie di dati che sono di proprietà del Comune ma che si trovano in possesso della società fallita. Al netto dell’auspicato avvio dell’esercizio provvisorio che consentirebbe di far ripartire la riscossione e anche di far tornare al lavoro i dipendenti ex Teateservizi, a casa da oltre due mesi.
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